lunedì 18 novembre 2019

La Siria vista con gli occhi di Rafik Schami - "L'amore unisce, la religione separa".

Lipsia. Mi mancano ormai pochissime pagine (sono arrivato alla pagina 416 delle 431 pagine) per completare la lettura del romanzo- giallo di Rafik Schami, "Die geheime Mission des Kardinals" (La missione segreta del cardinale; Monaco di Baviera, 2019). La figura del commissario Barudi mi ha catturato, per la sua gentilezza ed intelligenza. Non sono d'accordo con tutto ciò che Rafik Schami fa pensare e scrivere al commissario: la sua polemica contro la superstizione, a volte, mi sembra esagerata, ma anche lui lascia uno spazio alla possibilità di una vera capacità guaritrice nell'uomo, da distinguere dai trucchi dei ciarlatani e per quanto mi riguarda, avendo letto quasi tutto ciò che forse "l'uomo più dotto del ventesimo secolo", per usare l'espressione di Henri de Lubac, ha proposito di Hans Urs von Balthasar, ha scritto su Adrienne von Speyr so che vi è una mistica sana e vera, che non  è per nulla contraria alla gratuità dell'amore e alla teologia o alla filosofia e che non è contraria all'amore per questa nostra vita, che ci è stata donata gratuitamente. Ma tutto ciò non tocca ancora cosa davvero mi ha "catturato': lo  sguardo che Rafik Schami pone sulla Siria e sul cristianesimo in Siria e che per ora avevo incontrato solamente negli scritti di Riccardo Cristiano. Ed infine quell'eredita di Padre Dall'Oglio che nel dialogo tra cristiani e mussulmani sa che:  "L'amore unisce, la religione separa". Il momento di verità nella critica di Rafik Schami alla superstizione consiste nel fatto che essa è una pseudo risposta al "vuoto insopportabile" del nichilismo odierno e che un popolo superstizioso è facile da manipolare per gli scopi dei sovranisti e dittatori populisti di tutti i colori...

All'inizio della lettura del libro scrissi a quest'ultimo una lettera pubblica in Facebook: 



Caro Riccardo Cristiano, 

sto leggendo un romanzo, di Rafik Schami, nato a Damasco nel 1946, vive in Germania dal 1971, scrive in tedesco; è "solo" un giallo e sono arrivato alla pagina 201 delle 431; contiene delle pagine polemiche contro Benedetto XVI e ancor più contro Padre Pio, che non mi convincono, ma alla pagina 115 parla con un calore umano molto forte di un gesuita, Paolo Siriano, che in vero sembra essere il nostro caro amico padre Dall'Oglio (dico amico, sebbene io non lo abbia mai incontrato di persona).

Il commissario Barudi, il personaggio principale del giallo, è cattolico orientale, unito al Papa, e la sua posizione si lascia semplicemente riassumere in un: fede si, superstizione no. La storia del romanzo è quella di un cardinale che viene in Siria e viene ucciso, si chiama cardinal Cornaro: ha una posizione "illuminata", e non gli piacciono, tanto poco quanto al commissario, i guaritori (e le guaritrici), che considera come un fenomeno da baraccone e come superstizione. La missione segreta consiste nel fatto che deve valutare se un guaritore musulmano, che vive in una chiesa e considera Gesù come un'autorità più grande di Maometto, sia davvero un guaritore autentico. Questa figura "romanzesca" del cardinal Cornaro viene contrapposta all'altra del cardinal Buri, che ha un clan famigliare e mafioso (coinvolto anche con la vendita di armi) nel nord della Siria, dove il cardinal Cornaro verrà ucciso.

La storia è scritta bene e pur contenendo posizioni che non condivido mi sta prendendo ad un livello a cui non lascio arrivare un "giallo", che leggo piuttosto per gusto intellettuale.

Questo cardinale che per mettere alla prova la propria fede "illuminata" rischia e perde la sua vita nella sua missione segreta, questo tema di una connessione intima tra islam e cristianesimo, questo sguardo disincantato sui cristiani della regione che appoggiano un dittatore violento, in qualche modo sono in connessione anche con le cose che dici tu e che scrivi e che in questi anni di conoscenza mi hanno interrogato molto; per questo te ne volevo parlare.
Con affetto, Tuo 

Ora alla pagina 416 so che i cardinale è stato ucciso da un vescovo e dal marito di una pseudo guaritrice di Damasco. Purtroppo so che il commissario Barudi fallisce, perché dall'alto (cioè il dittatore, che viene presentato come un vero criminale, non vuole che si dica che un vescovo siriano ha ucciso un cardinale italiano). Un vescovo cattolico che per vendetta fa uccidere un cardinale e non a causa del riconoscimento del guaritore islamico, ma perché sta mettendo in luce tutto un mondo di corruzione che si copre con la venerazione di pseudo guaritrici come quella di Damasco, è un tema esplosivo. Tanto più esplosivo perché il vescovo mafioso usa anche il culto di Maria per difendere un regime ed un dittatore criminale. Ho scritto ieri sera in un messaggio privato a Riccardo Cristiano: 

Dal giallo di Rafik Schami ne esce fuori un’immagine della Chiesa in Siria davvero terribile. Anche se il patriarca invece ne esce bene (quando ieri sera avevo scritto questa frase non avevo ancora letto la critica radicale che ne fanno il commissario e la sua amica Nariman alla pagina 419), ma ancor più il "popolo fedele" . Il libro di Schami, mutatis mutandis , ha l’effetto su di me che ha fatto il libro di Tornielli e Valente "Il giorno del giudizio", cioè l'effetto di una chiesa che si massacra dal di dentro. Nel romanzo Benedetto XVI viene presentato come una persona debole, ma alla fine, grazie a Dio, prende una decisione forte ed anche se il dittatore della Siria ha difeso il vescovo criminale, lo riduce allo stato laicale. Padre Paolo ne esce dal romanzo in modo grandioso. Come il rappresentante di quella idea del dialogo tra l'Islam e il cristianesimo che si è rispecchiato nel documento di Abu Dhabi sulla fraternità di tutti gli uomini. Di questa abbiamo bisogno, non di magia!

Nel giallo è scritta in grande l'amicizia tra il commissario italiano Marco Mancini e quello siriano, Zaccaria Barudi. Insieme giungono alla soluzione del caso, con l'aiuto di un emiro terrorista, Scharif, che permette di vedere anche con uno sguardo differenziato il mondo del terrorismo islamista, senza aver alcuna simpatia per la loro idea di una repubblica islamica.

È scritto in grande l'idea dell'innamoramento tra uomo e donna come la forza erotica dell'eterno femminino, che conosciamo nella letteratura cristiana da Beatrice e Dante, fino ai nostri giorni.

Ma forse la pagina più profonda è la traduzione di un passaggio del cardinale Cornaro, che distingue tra "armonia" e "monotonia": l'armonia presuppone la differenza come valore. Il cardinale conosce nel profondo l'anima umana e forse per questo è stato ucciso. Sa che esiste una scissione nell'anima, anche in quella degli uomini intelligenti, per cui puoi esprimere un ideale e comportarti come un mafioso. Questa scissione nel cuore dell'uomo, anche cristiano deve essere superata, perché si ricomprenda che solo l'amore gratuito (anche e soprattutto quello vergine per cui Rafik Schami ha simpatia solo nella figura di Padre Paolo) è credibile. E con questo finisco il mio breve articolo citando ancora una volta un passaggio del diario del cardinale "fittizio": "L'amore unisce, la religione separa".

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Forse puoi leggere anche del mio amico Riccardo Cristiano (alla pagina 422 del giallo, che ho letto dopo aver scritto l'articolo, si cita esplicitamente che il successore del vescovo criminale è un giovane vescovo di Homs):



Si dice che alle volte il diavolo farebbe le pentole ma non i coperchi. Chissà se è il caso di quando va accadendo in Libano. Comunque sembra estremamente significativa la decisione che sarebbe stata annunciata in questi giorni dal vescovo greco cattolico di Beirut: in un incontro con il clero avrebbe detto che l’arcivescovo Isidore Battikha, già titolare della diocesi siriana di Homs, lascerà l’eremo dove vive in preghiera dal 2010 in Venezuela e arriverà in Libano, nel convento di Saint Saviour di Sarba, dove è egumeno suo fratello... Riccardo Cristiano 


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