mercoledì 13 maggio 2026

Diario: anarca, cioè cristiano

Facilitazione alla lettura: l'ultimo contributo del diario, cioè quell'odierno, si trova all'inizio subito dopo le frasi in corsivo che sono frasi di dedica per tutto il diario e subito dopo la mia fotografia di Amrum ! Basta scrollare un poco questo post!

Dopo il „diario notturno“ (qui), quello „diurno“ (qui) quello „cattolico“ (qui), dopo il diario sull'amore amore (qui), e dopo quello della speranza (qui) e dopo quello della fiducia (qui) comincio, la sera del 13.5.2026, nel giorno della Madonna di Fatima, il diario che porta il titolo: "anarca cioè cristiano". Ho approfondito questo argomento anche in un articolo di Substack, che potete leggere qui. Ed in dialogo con il racconto Eumeswil di Ernst Jünger già nel "diario della fiducia" avevo parlato negli ultimi tempi di questo tema. 

Mt 6, 9-13: Πάτερ ἡμῶν ὁ ἐν τοῖς οὐρανοῖς· ἁγιασθήτω τὸ ὄνομά σου, 10ἐλθέτω ἡ βασιλεία σου, γενηθήτω τὸ θέλημά σου, ὡς ἐν οὐρανῷ καὶ ⸀ἐπὶ γῆς· 11τὸν ἄρτον ἡμῶν τὸν ἐπιούσιον δὸς ἡμῖν σήμερον· 12καὶ ἄφες ἡμῖν τὰ ὀφειλήματα ἡμῶν, ὡς καὶ ἡμεῖς ⸀ἀφήκαμεν τοῖς ὀφειλέταις ἡμῶν· 13καὶ μὴ εἰσενέγκῃς ἡμᾶς εἰς πειρασμόν, ἀλλὰ ῥῦσαι ἡμᾶς ἀπὸ τοῦ ⸀πονηροῦ.

Abùn d’bàh’shmàyah (Padre Nostro che sei nei Cieli)

Nech’ tha’dhà sh’smàh (Sia santificato il Tuo Nome)

Titèl’ malkhutàh (Venga il Tuo Regno)

Nèhweh zebianàh (Sia fatta la Tua Volontà)

Aikana d’bàh’shmàya af’ ba’hara (Come in Cielo, così in Terra)

Hab’lan llahkhmah desunkana nihà’umana (Dacci oggi il nostro pane quotidiano)

Wash’buch’lan auh’bain’ (e rimetti a noi i nostri debiti)

Aikana dhaf’ kh’nanh sbach’n’ le’haih’bain’ (così come noi li rimettiamo ai nostri debitori)

Ula’ talàn ‘llen’siuna (e non ci abbandonare alla tentazione)

Elah ‘pazzàn’ ‘men bisha (ma liberaci dal Male)

Amèn (Amen)




roberto.graziotto31@gmail.com

roberto.graziotto@gmx.de


(Wetterzeube, il 19.5.26; martedì settima settimana del tempo pasquale; „Gaude et laetare, Virgo Maria, alleluia. Quia surrexit Dominus vere, alleluia“)


Giardino. Per la prima volta sta fiorendo il rododendro nel nostro giardino; i fiori stanno uscendo dai boccioli ed hanno un colore rosso e rosa; negli altri anni, una volta per il gelo ad Aprile e una volta perché soffocato da un’altra pianta, non era fiorito. 


Ludovico IX di Francia (1219-1270), con gli occhi di Adrienne. Questo santo re ci fa comprendere che è possibile nello spazio di un popolo vivere l'amore del prossimo e in questo senso lui stesso pensa di essere uno tra gli altri, ma egli vuole anche come re, nel suo ministero regale, vivere l'amore di Cristo: così incomincia la meditazione di Adrienne, che sottolinea poi il movimento „dall'alto verso il basso“, nel modo di pensare ed agire di  Ludovico, che non vuole mai muoversi „dal basso verso l’alto" e sente come suo compito che tutto il popolo riconosca ciò che è lo specifico cristiano, che è appunto l’amore; sa che il suo ministero regale gli è anche donato dall’alto, e per questo è molto indifferente nei confronti di esso, ma sa anche che deve rimanere nel compito che Dio gli ha dato; la sua preghiera non è, come per altri monarchi santi, divisa tra tempi di preghiera e tempi di governo, ma il governo e la preghiera sono insieme, un po' come per me  filosofia e  meditazione non sono separati, né separabili, anche se ovviamente, quando dico il Rosario non sono in primo luogo filosofo, ma orante. Ludovico orrebbe tanto che tutta la Francia sia un paese cristiano e sente questo compito come un agire di  Dio attraverso di lui, ma nello spirito dell’indifferenza. 

In un certo senso anche un reggente autocratico come Putin o uno democratico come Trump pensa in queste categorie; sono ovviamente interessati allo idea dell'amore del prossimo nello spazio del proprio popolo. Io non so quanto i due preghino e se preghino e come preghino; ho visto alcune scene nell’ufficio ovale di Washington dove sono raccolti in preghiera, ma mi sembra più preghiera che viene delegata a determinati pastori o vescovi… detto questo è molto preoccupante, se questa notizia è vera, che l'Occidente si stia muovendo (Glenn Diesel) verso una guerra nel senso di una mobilitazione totale, sia nei confronti della Ucraina che dell’Iran… è difficile sapere bene le cose perché siamo completamente in balia della retorica dei reggenti e dell'antiretorica dei giornalisti; io spero che i reggenti abbiano, anche se minimamente, ancora un senso del loro compito dall’alto. Quando Papa Leone XIV dice che bisogna pregare perché si rinnovi la faccia della terra, nel senso della pace, mi chiedo se questa preghiera non sia null'altro che che la richiesta che Cristo ritorni, perché come potrebbe questo mondo rinnovarsi rimanendo un mondo?


Eumeswil. In 16, II abbiamo un programma in contrasto con quanto detto di Ludovico IX di Francia; non so bene ancora se la tirannia di Eumeswil sia più da intendere in senso „democratico“ o „autocratico“. A me sembra che gli elementi si confondano, si mischino. Il Condor, il tiranno di Eumeswil, comunque non è un reggente che prega (ne che fa pregare per lui), ma che agisce secondo la dottrina di Machiavelli, il quale pensava che i fondamenti dello Stato siano: un buon apparato militare e delle buone leggi; poi un certo grado di proteste viene anche permesso: il Domo che è, come dire, la mano destra del Condor, ha la filosofia del: protestino pure, si stancheranno quando avranno protestato a sufficienza; poi c'è il ruolo della televisione in cui viene offerto il „companatico“, cioè i giochi, ma ovviamente anche c'è abbastanza da mangiare per tutti ed infine il tiranno ha una certa vicinanza al popolo, c'è anche lì la retorica della corruzione, che è stata superata dal nuovo reggente e poi una certa forma di giovialità; le persone vengono onorate personalmente con determinati premi e  con il fatto che vengono riconosciuti „personalmente“, appunto chiamati per nome; l’anarca Martin, che racconta tutte queste cose, si trova per l’appunto in una posizione di obliqua, perché sa che questo sistema è appunto un sistema tirannico, ma non pensa che possa lui da solo, con le sue forze, essere fuori di esso, tanto meno pensa che le masse lo possano o i giornalisti. 


Luigi Giussani. È finita la fase diocesana del processo di beatificazione di Don Luigi Giussani, a cui chiedo di pregare dall'alto per persone come Renato o come Gianni, anche per me, la mia piccola famiglia e gli affido anche un amico che venerdì saprà se ha un cancro o meno alla prostata. Pater, Ave, Gloria…


Modena. „Era accaduto in tanti Paesi europei ma mai in Italia. Il bruttissimo episodio di Modena di sabato pomeriggio è uno choc per il nostro Paese. La macchina contro la folla, il coltello… Certo, probabilmente non si tratta di terrorismo nel senso di un attacco premeditato con altri od organizzato, ma il copione della tentata strage è preso da quell’internazionale dell’odio anti-occidentale, che abbiamo visto in azioni per anni in tutta Europa. Ieri poi sono stati resi noti alcuni testi di e-mail di Salim El Koudri, l’italiano di seconda generazione responsabile dell’attacco, molto inquietanti. In una e-mail di cinque anni fa scriveva: «Bastardi cristiani di merda, voi e il vostro gesù cristo in croce lo brucio». Il suo avvocato ha detto al Corriere che Salim «non ricorda di averle spedite» e molti giornali sottolineano che ora in cella ha chiesto una Bibbia. Ovvio però che Matteo Salvini, e tutti gli opinionisti che già di solito inclinano alla xenofobia e allo scontro di civiltà, mettano l’accento sul retroterra di odio fondamentalista. Lo si voglia o no, la guerra in Medio Oriente dopo il 7 ottobre ha acceso tanta rabbia. Non dimentichiamoci che per la prima volta in 80 anni si è sparato nel nostro Paese contro l’Anpi {Associazione nazionale partigiani d’Italia} al corteo del 25 aprile. Negli Usa ieri (vedi Foto del Giorno) due adolescenti hanno fatto irruzione in una moschea, cercando la strage.“ (Banfi, versione odierna).


Lucian Kudera. Il libro del papà adottivo di Johannes, Lucian Kudera, „Condurre alla realtà. Prolegomena di una educazione politica“ pubblicato a Monaco di Baviera nel 1964, in un’editrice cattolica, Kösel, rispecchia ovviamente gli anni in cui è stato scritto; erano passati nemmeno vent'anni dalla fine della dittatura e l'autore vede nella „volontà generale“ di Rousseau la causa o il pensiero di fondo delle dittature stesse e cerca una via democratica sensata,  nel tempo della tecnica, in cui il lavoratore è in qualche modo piccola parte di questo grande sistema tecnico, e questo è possibile solamente se si comprende cosa sia un „ordine di libertà“; Kudera poneva precisamente la questione della della libertà sensata, cioè il limite della libertà è la libertà sensata e la libertà sensata lo è quando è fondata antropologicamente; nel secondo capitolo Kudera propone la differenza tra una „decisione che riguarda la natura e delle cose“ (Wesensentscheidung)  ed  una“ decisione che riguarda la mia soggettiva capacità di misurare di cosa ho bisogno“ (Ermessensentscheidung). Ecco un'educazione politica deve portarti a comprendere che l'importanza della libertà dell'io è tale quando si comprendono gli ordini o l'ordine della realtà stessa e quindi della libertà. In fondo questo è possibile solamente si il discorso sull’educazione politica viene ripensato in forza di un’ontologia del dono gratuito dell’essere, come atto di amore gratuito. Non la „volontà generale“ (Rousseau), ma l’ontologia dell’essere come dono d’amore gratuito permette di comprendere cosa sia politicamente necessario. Perché la realtà, anche per l’autore, non è l’attualità o la generalità delle opinioni, ma quello che Ulrich chiama „il senso necessario dell’essere“, cioè la realtà come „ordine“.  Ordine come amore, amore del prossimo e amore del fratello, nel rispetto della differenza tra vicino e lontano. 




Mt 6, 9-13: Πάτερ ἡμῶν {!} ὁ ἐν τοῖς οὐρανοῖς·…


Regina coeli, laetare, alleluia…


Abùn d’bàh’shmàyah (Padre Nostro che sei nei Cieli)…


(Wetterzeube, il 18.5.26; lunedì settima settimana del tempo pasquale; „Gaude et laetare, Virgo Maria, alleluia. Quia surrexit Dominus vere, alleluia“)


Qualche giorno da David e Jojo. Siamo tornati a casa. Ieri eravamo stati ancora a Hirsau nella Chiesa romanica, dove un sacerdote indiano ha celebrato la Santa Messa, invitando la comunità a pregare, perché senza la preghiera la Chiesa non avrebbe nulla di specifico - cosa del tutto vera. Abbiamo rivisto il faggio secolare (Fagus sylvatica), grande come gli alberi in un parco nazionale americano.  Ieri il Santo Padre nell'Angelus ha parlato del „movimento verso l’alto“ (per l’Ascensione) nel quale tutti vengono attirati da Gesù ed ecco, credo, che il „movimento di finitizzazione dell’essere“ (Ulrich che si richiama a  Fil 2) e questo movimento verso l'alto siano due movimenti che si „oppongono“ (Guardini) in modo fecondo per il pensiero cristiano. Ieri sera è arrivato un amico sacerdote (per Dio), che purtroppo ha dovuto lasciare il ministero per una storia con una donna, ancor più per il bambino che ne è nato. Tornando abbiamo fatto una pausa nel giardino di rocce, una formazione di rocce che ha il nome di „Sanspareil“ (Senza paragoni), con una foresta di faggi molto grandi, protetta dall’UNESCO, accanto alla A 70, trenta chilometri prima di Bayreuth. Nelle grotte vengono rielaborate tematiche mitologiche…è la patria tra l’altro di Jean Paul. Il giardino è stato rappresentato con incisioni sul rame da Johann Gottfried Köppel, tra l’altro nel 1793, un anno dopo la campagna di Francia di Goethe. Quello della grotta di Calypso è stato per esempio fatto nel 1748, un anno prima della nascita di Goethe. 


Amicantonio. Ciao,

ti scrivo perché venerdì a Pescara presentiamo il primo numero di «i Giapponesi», una rivista a cui tengo molto e a cui sto lavorando da tempo. Il titolo è: Oltre la macchina. Voci per la difesa dell’umano: proviamo a chiederci cosa sia davvero il pensiero, ora che qualcosa sembra volerci sollevare anche dalla fatica di esercitarlo. Una domanda che mi pare valga la pena tenere aperta, soprattutto adesso.

Ci sarò anche io tra i relatori, insieme a persone che stimo molto, e mi farebbe davvero piacere ritrovarti lì: due chiacchiere prima, l’incontro, e poi vediamo. Tutti i dettagli nella locandina.

Spero di vederti,

Claudio - Caro Claudio, ovviamente queste righe non sono indirizzate a me che vivo in Germania. Ma piacerebbe molto anche a me essere lì con te, con voi; conosci il libro di Paul Kingsnorth, „Against the machine“? Tuo, Roberto 



Mt 6, 9-13: Πάτερ ἡμῶν {!} ὁ ἐν τοῖς οὐρανοῖς·…


Regina coeli, laetare, alleluia…


Abùn d’bàh’shmàyah (Padre Nostro che sei nei Cieli)…


(Sera) La giornata con Johannes. Abbiamo fatto due lunghe passeggiate nel nostro bosco, una lui ed io ed una con Stanzi, che ha parlato a lungo di educazione di suo figlio, mettendolo in guardia, tra l’
altro, che avendolo solo ogni due fine settimana, può mettersi uno stile non educativo che la la madre non può permettersi durante la settimana…Abbiamo recitato il rosario insieme….La mattina abbiamo parato di tante cose (alcune troppo personali per essere scritte qui), mi ha chiesto di spiegargli la filosofia di Homo Abyssus;  lui mi ha spiegato il concetto di „pro Existenz“ in Schürmann (+ 1999), un teologo del NT che ha insegnato tanti anni in Erfurt. 


Eumeswil. Mi ha impressionato molto questa frase di Martin: „immer wieder erstaunt mich die Unbefangenheit, mit der mein Erzeuger seine im Grunde löblichen Theorien mit unserer schiefen Wirklichkeit in Einklang zu bringen sucht. Ich dagegen weiß, dass ich innerhalb einer schiefen Wirklichkeit auf alle Fälle schief liege, und meine, dass gerade dieses Wissen dem Denken Sauberkeit verleiht. Wenn ich handle, dann übrigens nicht schief, sondern schräg: der Lage entsprechend und ohne  Selbstmitleid“ (16,I :«Mi stupisce sempre la spensieratezza con cui il mio genitore cerca di conciliare le sue teorie, in fondo lodevoli, con la nostra realtà distorta. Io, invece, so che all’interno di una realtà storta mi trovo in ogni caso in una posizione storta, e ritengo che proprio questa consapevolezza conferisca chiarezza al pensiero. Quando agisco, tra l’altro, non lo faccio in modo storto, ma obliquo: in modo adeguato alla situazione e senza autocommiserazione»). In questo senso si potrebbe pensare che un cristiano che cerchi di agire in modo coerente con il Vangelo non si trovi in una situazione obliqua, ma l’esperienza mi fa dire che non bisogna tradurre in modo direttamente politico o storico frasi teologiche; per quanto sia necessario non fare concessioni teologiche  e tentare di vivere tutta la realtà evangelica, rimane il fatto che la carne è debole, e questo lo dice Cristo stesso. 


Magnifica humanitas. Questo il titolo della prima lettera enciclica di Leone XIV “sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”. Il documento sarà pubblicato il prossimo 25 maggio e reca la firma del Pontefice in data del 15 maggio, nel 135° anniversario della promulgazione della enciclica Rerum Novarum di Papa Leone XIII.“ (Vatican news).


(Heimsheim, il 17.5.26; settima domenica del tempo pasquale; „Gaude et laetare, Virgo Maria, alleluia. Quia surrexit Dominus vere, alleluia“)


Gita. Ieri abbiamo fatto una bellissima gita nella nord della foresta nera, che comincia ad una mezz'ora di macchina da dove abitano ora Jojo e David; un giro molto molto bello, nel quale per un lungo periodo  abbiamo camminato a fianco ad un ruscello, di tipo alpino, dico così, camminandoci accanto e anche attraversandolo, dove vi erano delle pietre che lo permettevano; il ruscello si chiama Mohn, che ad un certo punto è arricchito da una bellissima piccola cascata e per tutto il tempo da una bellissima natura; nel bel mezzo del cammino, vicinissimo a noi, è ‚atterrato‘ un uccello grande, un airone cenerino, che si è fatto fotografare da noi. Questo giro l’aveva trovato David in Komoot. È durato tre ore e 13 minuti (in movimento) per una distanza di 10,3 km alla velocità di 3 km all'ora e con un dislivello di 270 m. Il punto più alto sul livello del mare è stato a 550 m; siamo partiti dalla stazione di Bad Liebenzell, una piccola cittadina con il suo bel castello sul monte, e ritornati ad essa, dapprima camminando accanto al fiume Nagold. 


Ernst Jünger e Hans Urs von Balthasar. La base di quanto dico ora è Eumeswil 15 e H III, 2, II, 237. In entrambi i casi, sia nella figura dell’anarca che in quella dell’esistenza cristiana, è in gioco la libertà. Mentre Jünger argomento come ‚storico‘ che deve conservare la sua libertà (ed anche un’ultima gioia della sua vita e del suo compito nel modo) rimanendo storico e non assumendo un compito politico, Balthasar argomenta in forza del compito che il Figlio (e in lui la Chiesa) ha di incarnare nel mondo la volontà del Padre. Qui è il gioco la differenza tra la storico e il teologo, ma entrambi hanno un senso grande del sacrificio, del servizio che si impegna nella concretezza della vita e non in una pura idealità; la sacramentalità delle cose, la si può percepire anche per esempio, in quello che in questa settimana si muove nel cuore di mia mamma che lascia a Casale Monferrato, dove ha vissuto gli ultimi quarant’anni, ogni gesto diventa l'ultimo gesto. L’effimero diventa sacrale, dice Martin in Eumeswil.


Mt 6, 9-13: Πάτερ ἡμῶν {!} ὁ ἐν τοῖς οὐρανοῖς·…


Regina coeli, laetare, alleluia…


Abùn d’bàh’shmàyah (Padre Nostro che sei nei Cieli)…


(Heimsheim, il 16.5.26; sabato dopo l’Ascensione del Signore; „Gaude et laetare, Virgo Maria, alleluia. Quia surrexit Dominus vere, alleluia“) 


Eumeswil. Ho un po’ trascurato gli esercizi in palestra che mi ha aveva consigliato il Ferdi e quindi ho di nuovo un po' di dolore alle spalle. Per questo motivo non posso scrivere a lungo ma una parola vorrei almeno dirla sul mio lavoro sull’anarca, che non crede in forme di liberazione dalla tirannia, perché in esse si passa in fondo da una violenza scoperta ad una violenza anonima; l’anarca comprende se stesso, non come uno che non partecipa agli avvenimenti, ma come uno che è libero nella partecipazione agli avvenimenti (14, IV). Il mio problema oggi è quello della dialettica fatale tra autocrazia e democrazia e questo atteggiamento di „liberazione“ che tutti, troppi dicono di aver contro i demagoghi democratici e gli autocrati allo stato puro (se e per quanto ce ne sia davvero uno)…Per quanto riguarda il cristiano deve orientarsi a Cristo, che non ha mai cercato la sua gloria, come di fatto neppure l’anarca fa. La Chiesa (e attraverso di essa il cosmo) è il luogo in cui lo Spirito Santo prepara una casa al Padre e al Figlio, e questo per Balthasar è identico a quelle case che il Figlio prepara dal Padre nel cielo per la Chiesa (e così per il mondo) (cf. H III, 2, II, 236). 


Mt 6, 9-13: Πάτερ ἡμῶν {!} ὁ ἐν τοῖς οὐρανοῖς·…


Regina coeli, laetare, alleluia…


Abùn d’bàh’shmàyah (Padre Nostro che sei nei Cieli)…


(Heimsheim, il 15.5.26; venerdì dopo l’Ascensione del Signore; „Gaude et laetare, Virgo Maria, alleluia. Quia surrexit Dominus vere, alleluia“)


Ieri sera abbiamo visto un film animato di pecore che indagano sulla morte del loro pastore, con tanti elementi classici (la pecora nata in inverno esclusa dal gruppo, la pecora saggia e per nulla stupida come viene espresso in tedesco: scemo come una pecora…). Il motivo dell’anima immortale viene espresso dal diventare nuvola di una pecora quando muore, mentre l’uomo viene ricordato, ma è una memoria attiva, perché il pastore appare in momenti importanti e offre ancora la sua guida.  Vi è anche l’elemento cristiano del caprone che offre la sua vita per difenderle la sua gente, pur essendo lui stesso, nato in inverno,  piuttosto un escluso. Il caso viene risolto con l’aiuto di un piccolo agnellino nato in inverno…poi ci sono tante scene davvero divertenti. Alla fine la figlia del pastore ucciso, dapprima sospettata, diventa lei stesso pastore. 


Eumeswil. Alla fine del capitolo 13 viene ripreso un tema importante: l’anarca ha bisogno dell’autorità, anche se non è un credulone. Ha un senso forte per la grandezza, per esempio di persone che trova sulla sua strada e che gli sono maestri e che sono ancora più importanti dei genitori carnali. Io sono grato a mio padre per una certa sicurezza economica che mi ha dato, ma è vero che i miei maestri spirituali hanno avuto un’importanza ben maggiore nella mia vita a partire da Francesco Coppellotti, che però mi è rimasto infine estraneo per il suo carattere esageratamente apocalittico. Don Paolo Gariglio è stato anche un grande maestro, ma è andato via dalla parrocchia quando ero ancora troppo giovane. Poi sono arrivati i veri grandi maestri della mia vita come Hans Urs von Balthasar con Adrienne, don Luigi Giussani ed infine Ferdinand Ulrich. Quello che dice sugli insegnanti Martin corrisponde piuttosto ad una persona come Gianni Mereghetti, che ha avuto davvero gioia ad insegnare gli altri. Per quanto mi riguarda ho certamente avuto un eros dell’insegnamento, ma in vero sono rimasto uno che deve sempre di nuovo studiare…il mio ultimissimo maestro, Ernst Jünger, è un grande aiuto proprio per questo. Amplia totalmente il mio orizzonte e non solo a livello orizzontale ma certamente più in questo senso, mentre una persona come Balthasar mi aiuta nella comprensione verticale e questo in modo ancora più radicale di Jünger…


(Pomeriggio) Gita. Questa mattina siamo stati nelle rovine del monastero benedettino e poi castello per la caccia di Hirsau; una visita che ci ha permesso uno sguardo nella storia drammatica della Germania. Il monastero, fondato nel nono secolo,  ha visto tentativi di riforma religiosa (Cluny, Bursfeld), ma anche amministrativa, economica e addirittura igienica e finisce con la riforma protestante, bloccata per un momento dall’imperatore cattolico, ma che giunge, nel sedicesimo secolo, infine ad Hirsau e distrugge l’esperienza benedettina secolare. Nell’undicesimo secolo il monastero, nello scontro delle investiture, rappresenta la posizione romano-cattolica, ma in vero proprio l’equilibrio tra il potere imperiale e quello sacerdotale, era la perla della concezione medievale.

Balthasar nella sua cristologia di Gloria (edizione tedesca, 235) parla della duplice visione del mondo nella teologia giovannea, da una parte il mondo come tenebre, dall’altra come capace di conoscenza e fede. Nello scontro delle investiture è in gioco il mondo nel secondo significato, nella distruzione protestante del primo; forse non si è trattato di un odio per l’amore di Dio, visto che è stata aperta una scuola ad Hirsau per formare i pastori luterani, ma di fatto questa esperienza di amore benedettina viene appena sopportata e poi eliminata, in un momento tra l’altro di quella che si potrebbe chiamare „riforma cattolica“. 

Mentre nell’epoca cattolica vi è stato un equilibrio tra il potere sacerdotale e quello imperiale, durante la riforma vi è un cedimento totale al potere mondano, rappresentato dal duca di Württemberg, Hans Brusamer, che in forza della „pacificazione di Augsburg“ del 1555 può decidere la confessione dei suoi sudditi; in sé questo compromesso non è da condannare, ma visto che ciò ha significato eo facto la distruzione dell’esperienza benedettina, c’é motivo di chiedersi come mai ciò venga chiamato „pacificazione“. 

Dopo Hirsau abbiamo visitato le bella cittadina di Claw, che presenta le tracce della presenza di Hermann Hesse. E al pomeriggio la città di Kepler, in Weil der Stadt. 


Mt 6, 9-13: Πάτερ ἡμῶν {!} ὁ ἐν τοῖς οὐρανοῖς·…


Regina coeli, laetare, alleluia…


Abùn d’bàh’shmàyah (Padre Nostro che sei nei Cieli)…


(Wetterzeube, il 14.5.26; Ascensione del Signore; „Gaude et laetare, Virgo Maria, alleluia. Quia surrexit Dominus vere, alleluia“)


Le letture del giorno in dialogo con Balthasar. Siamo in partenza per andare a trovare David e Jojo nella nuova casa, per cui posso accennare solo brevemente ad un pensiero che Balthasar sviluppa commentando At 1, 1-11; Ef 1,17-23; Mt 28, 16-20: non esiste un Cristo cosmico, esiste solo un Cristo trinitario come capo della Sua Chiesa, ma questo fa della Chiesa, per usare una formula che userà papa Francesco dop Balthasar, ma che è del tutto balthasariana, una Chiesa in uscita per tutti, per tutto il cosmo. È il capo è davvero capo di tutto, di tutti i potentati: politici, economici, culturali, religiosi, etc. Non dobbiamo preoccuparci di nulla, ci sono prove, per alcuni uomini e per alcuni popoli davvero immense, ma più immensa è la Sua presenza, se pur nascosta, ma non solo! La concezione dei discepoli di un „regno per Israele“ viene fatta saltare portandola in alto: invocando lo Spirito Santo per tutto il mondo, senza tralasciare nulla della dottrina. La festa dell’ascensione per noi cristiani ci ricordava padre Ganne S.J. è la festa del diventare adulti di noi cristiani, cioè anarchi! Ma anche il grande anarca del XX secolo, Ernst Jünger, dovrà imparare a superare la sua idea cosmica e di un „Stato mondiale“ per (ri)tornare nel grembo della Catholica. 


(Heimsheim) Siamo arrivati nella cittadina dove abitano David und Jojo ed abbiamo fatto una bella passeggiata. Camminando abbiamo osservato alcuni fiori, c’é ne sono di molto belli, ma che sono velenosi, come ad esempio la Aquilegia vulgaris, che in tedesco si chiama „Eisenhut“. Abbiamo anche visto un „Orchis simia“, che in tedesco ha un nome divertente: Affen-Knabenkraut (erba di un ragazzo-scimmia, forse si può tradurre così). 


Diritto internazionale. Ho chiesto a due amici, uno è procuratore e l’altro e professore di diritto, cosa pensino della seguente frase, che ho trovato nella versione di Banfi: „Il sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano per Libero sostiene: «È necessario avere il coraggio di risalire, con sguardo critico, alle cause profonde dell’attuale crisi del diritto internazionale. Sono molte e sono complesse. Ne cito in particolare due di esse: la perdita del fondamento della vincolatività del diritto internazionale; il concreto quotidiano atteggiarsi delle organizzazioni internazionali. Il quadro è aggravato da un ulteriore fenomeno: il progressivo ampliamento del raggio di intervento delle organizzazioni sovranazionali e internazionali. Un ampliamento che ha portato queste organizzazioni ad occuparsi di aspetti sempre più minuziosi della vita delle singole persone e degli Stati: dalle campagne contro l’utilizzo della carne e dell’alcol, fino all’obbligo di inserire negli ordinamenti statali nuove fattispecie di reato su temi eticamente sensibili»“. Il primo amico mi ha risposto: „Si tratta di un problema serio di cui facciamo esperienza giornalmente anche nelle aule giudiziarie e non solo nei dibattiti. La cooperazione internazionale rappresenta una necessità nel mondo contemporaneo, ma non dovrebbe tradursi nella progressiva neutralizzazione della sovranità democratica degli Stati. Il problema non è l’esistenza di istituzioni sovranazionali, ma la loro tendenza a trasformarsi da sedi di coordinamento tra nazioni a fonti autonome di produzione normativa prevalente sugli ordinamenti interni, anche in ambiti eticamente e politicamente sensibili. Sarebbe opportuno anzi necessario riportare il principio di sussidiarietà al centro dell’integrazione europea, limitando l’intervento sovranazionale alle sole materie realmente transnazionali - commercio, sicurezza (ambito però limitato) concorrenza, tutela ambientale comune - evitando interventi incisivi in ambiti etici, culturali e sociali che appartengono alla deliberazione democratica dei singoli popoli. C'è da lavorare e molto...un caro saluto!“ - Il secondo: „Condivido pienamente. Il „dirittismo“  {esagerato intervento giuridico, anche nel senso spiegato sopra} ha distrutto il diritto“. 



Mt 6, 9-13: Πάτερ ἡμῶν {!} ὁ ἐν τοῖς οὐρανοῖς·…


Regina coeli, laetare, alleluia…


Abùn d’bàh’shmàyah (Padre Nostro che sei nei Cieli)…

(Wetterzeube, il 13.5.26; mercoledì della sesta settimana del tempo pasquale; „Gaude et laetare, Virgo Maria, alleluia. Quia surrexit Dominus vere, alleluia“; Maria, Signora di Fatima; compleanno di Béla, il papà di Stanzi)


Santa Elisabetta di Turingia e Celestino V con gli occhi di Adrienne. È permesso concedersi delle piccole gioie se si vuole seguire Cristo? All’inizio santa Elisabetta si è concessa queste piccole gioie innocenti, poi ad un certo punto, e Adrienne la chiama un esperienza come quella di Saulo (così l’ha sentita Elisabetta), sa che per seguire Cristo bisogna donarsi completamente. Questo è il programma „semplice e completo“ della santità. Allo stesso tempo credo che quella dimensione elementare degli istinti e della libido di cui ho parlato ieri non sia una concessione, o per lo meno non sia solo una concessione, è piuttosto un cedimento a surrogati, ma in vero di questi surrogati, a parte in qualche anima nobilissima, ne hanno bisogno tutti, con più o meno coscienza. Il dono della santità va accolta con semplicità, come fanno i bambini. Celestino V era uno di questi bambini che aveva l’accesso al cielo e aveva una percezione della diastasi tra cielo e terra che lo ho portato a rinunciare al ministero petrino, senza alcuna complicazione; quando ha smesso di essere papa pregava ed era bambino come lo era invero sempre; forse in questo vi è una similitudine con Benedetto XVI. Non credo abbia mantenuto il titolo di papa emerito perché non fosse davvero capace a ridiventare un bambino che si affida al Padre, anzi credo che nei nostri tempi mediatici e trasparenti lo abbia fatto davvero bene. È probabile che anche per lui, come lo è stato per Celestino V, ritirarsi fosse più facile che andarsene, ma si deve tenere conto anche del corpo che invecchia. Anche il vescovo che ho tradotto ieri nel mio account di Substack (mi è apparso un argomento, quello suo, contro la guerra che avrebbe accettato anche Jünger), James Conley, ha dovuto ritirarsi per un certo periodo di tempo dalla cura attiva della diocesi per depressione e stress psichico. Non si è concesso una piccola vacanza, ma ha dovuto accettare quello che accadeva con il suo corpo. Comunque chiedo al Signore che mi aiuti a portare la Croce quotidiana, che sono io certo anche per altri, e in primo luogo per Stanzi…Lo sono stato anche per i miei figli e in modo particolare per Jojo. 


Eumeswil. Come Celestino V ha visto l’abisso che c’é tra il cielo e la terra ed anche tra come la Chiesa è nel cuore di Dio e come lo è in realtà sulla terra, così anche Thofern (13, VII) vede un abisso, come poeta, tra il passato e l’oggi. Lo storico, Martin, comprende tutto questo, ma soffre di meno del poeta: „wer die Grüfte mit Ehrfurcht öffnet, finde dort mehr als Moder, ja mehr als die Lust und das Leid versunkener Zeitalter. Eben das bringt es mit sich, dass der Historiker weniger leidet als der Dichter, dem kein Wissen frommt. Ihm bieten die verlassene Paläste keine Obdach mehr“ («Chi apre le cripte con riverenza vi trova ben più che muffa, anzi, ben più che il piacere e il dolore di epoche ormai sepolte. È proprio questo che fa sì che lo storico soffra meno del poeta, al quale la conoscenza non serve a nulla. A lui i palazzi abbandonati non offrono più rifugio»). L’ultimo „a lui“ non so se si riferisce al poeta o allo storico. Ma visto che prima dice che lo storico soffre di meno, forse al poeta. Ho chiesto in famiglia come interpretare grammaticalmente la frase (Jojo la pensa anche così). Comunque il „passato“ non è il „cielo“, che è presente; l’accesso al cielo è forse più cosa del poeta, che è simile al santo, ma può imparare dal santo ad essere meno dipendente dal „passato“. 


Trump in Cina. Ormai è del tutto chiara la retorica di chi si sostiene nell’amministrazione e di Trump stessa (vittorie estere ed interne…) ed è chiara anche l’anti retorica (non ha compreso la forza della Cina, non ha compreso le conseguenze della guerra in Iran…). Ed è anche chiaro che quando Trump dice che XI Jinping è suo „amico“, usa la parola non nel senso dell’umsonst dell’amore; comunque è meglio se si parlano come „amici“ che se si fanno guerra, credo…


Mia traduzione del vescovo Conley.  Mi scrive Renato: „Molto molto utile per me e per molti questo testo! L'ho dato a Davide Prosperi!“ - Caro Renato, Io ormai forse sono un po’ matto, ma giudico tutto anche con gli occhi di Jünger e mi è sembrato che questo testo sarebbe piaciuto a lui perché è sachlich (attaccato alla cosa) . Dimmi se e come reagisce Prosperi. Don Andrea Brutto mi ha scritto: „Grazie Roberto. Una riflessione, quella del vescovo Conley, veramente pertinente. Anche perché mette in evidenza un aspetto quasi dimenticato dell‘uso della AI nella guerra che è una questione di primo piano per le sue implicazioni etiche. Buona serata“. 


Mt 6, 9-13: Πάτερ ἡμῶν {!} ὁ ἐν τοῖς οὐρανοῖς·…


Regina coeli, laetare, alleluia…


Abùn d’bàh’shmàyah (Padre Nostro che sei nei Cieli)…



(Mezzogiorno) Varwick su Germania ed Ucraina. „La Germania gioca con il fuoco: perché l’accordo sui droni tra Berlino e Kiev è estremamente pericoloso. Il mio commento su @Weltwoche. «Deep Strike» è la nuova parola d’ordine nella #politica di sicurezza. Colpire in profondità nel territorio nemico, superare e sovraccaricare la sua difesa aerea. La #NATO, la #Russia e tutti gli altri Stati che ne hanno la capacità tecnologica ci stanno lavorando – anche come lezione appresa dalla guerra in Ucraina. E in effetti: la tecnologia militare senza equipaggio ucraina, dai droni ai robot terrestri, unita alla distruzione di depositi di munizioni vicini al fronte e agli attacchi ucraini in profondità nell’entroterra russo, ha finora impedito grandi sfondamenti da parte della Russia lungo i 1000 chilometri di fronte. A un primo sguardo e da un punto di vista puramente militare, questo ha senso. Durante la visita del ministro della difesa tedesco Boris Pistorius a Kiev è emerso ancora una volta chiaramente che Germania e Ucraina si stanno legando sempre più l’una all’altra. Esperienze di combattimento ucraine e innovazioni nate dalla necessità, unite al denaro e all’ingegneria tedesca: questo dovrebbe ora mettere in ginocchio la Russia. La Germania fa sul serio con il suo cambio di rotta. Non invia ancora missili Taurus a lungo raggio – che gli strateghi da salotto, come già in precedenza con carri armati e aerei da combattimento, hanno spacciato per armi miracolose – ma lo fa dalla porta di servizio. Eppure quasi nessuno riflette più sui rischi e sugli effetti collaterali di questa strategia. È plausibile che ciò porti la Russia a essere più disposta al compromesso e che l’Ucraina superi la guerra alle migliori condizioni possibili? O è solo una nuova fase in una spirale di escalation reciproca che non giova a nessuno? In totale spregio del fin troppo noto “dilemma della sicurezza” – la forza di uno è sempre anche la minaccia per l’altro – Berlino continua a puntare in modo unidimensionale sulle armi. A prescindere da chi debba pagare e quale possa essere la reazione militare della Russia: insieme al rifiuto di negoziare con la Russia le condizioni di una fine della guerra con un approccio realistico, ciò può essere definito solo come negligenza. Come sonnambuli, si continua ad avanzare verso una guerra con la Russia. Invece di riflettere su come si possa richiudere il vaso di Pandora.“ - è importante leggere questo commento del politologo di Halle anche con i criteri di una possibile guerra giusta, che ho messo in evidenza traducendo ieri l’articolo del vescovo statunitense Conley. E di fatto Varwick pone per lo meno due dei criteri-domande proposti dal „Catechismo della Chiesa Cattolica“: quanta possibilità di successo abbiamo in Ucraina e quali problemi etici provocano le armi senza l’uomo: sono davvero solo contro le munizioni russe? Servono solamente strategicamente o fanno saltare la differenza tra mete militari e civili? 


Hans Urs von Balthasar sulla Trinità e in modo particolare sullo Spirito. „Ciò che è stato stabilito con sovranità si realizza con sovranità“ (H III, 2, II, 233). Manicardi e Sommavilla traducono: „Ciò che è stato disposto sovranamente, dispone di se stesso sovranamente“ (Gloria VII, 229). Si tratta dello Spirito Santo, che non è una terza fase nello sviluppo della storia dell’umanità o nella storia della „salvezza“ , come hanno pensato Lessing e la modernità; lo Spirito Santo è stato stabilito, disposto in forza della sovranità del Padre, come anche il Figlio viene stabilito, disposto in forza della sovranità del Padre, ma entrambi, sia il Figlio che lo Spirito, pur in questa „passività“ dell'essere stabiliti, disposti sovranamente, si realizzano con una sovranità uguale, nella sostanza, perché le tre persone, che sono per l’appunto tre persone, non tre fasi, sono un solo Dio, questo è quello che l'educazione liberale non permette più di capire, perché in fondo ha perso il senso delle persone, dell'unità delle persone. Si tratta in essa di tecniche, di fasi di sviluppo, di pretese giuridiche, come ho visto per decenni nella scuola, e questo a diversi livelli biologico o psicologico, eccetera; il confronto con il grande teologo, forse con il più grande teologo di tutti i tempi, con Balthasar (che però è comprensibile solamente con Adrienne), mi aiuta a non perdere il senso ultimo della specificità e della identità cristiana, che però non è mai qualcosa di trionfalistico, perché si fonda sempre su una diastasi: la diastasi tra la croce, l'obbedienza della croce e la gloria. Qual è il compito dello Spirito? Portare alla luce l'amore che è il cuore dell'obbedienza stessa; in questa dimensione trinitaria c'è tutta la verità e mentre la diastasi tra l'obbedienza e l’amore libero in fondo non è altro che rivelazione dell'essere una medesima cosa dell’amore e dell’obbedienza, qui appare una diastasi assoluta in cui tutto ciò che non fa parte di questo amore trinitario è „menzogna e tenebre“ (un nulla nel senso nichilistico del termine); poi è vero che nella menzogna e nella tenebra si cerchi di avvicinarsi alla luce e che per l'uomo non è possibile in modo trionfalistico essere in continuo contatto con la luce, se non come dono, come grazia, per chi può vivere, come Celestino V o come Adrienne, in cielo e sulla terra allo stesso tempo…Una delle decisioni pedagogiche più geniali di Don Giussani è stata quella di farci imparare la giaculatoria: „veni Sancte Spiritus, veni per Mariam“. Senza la presenza dello Spirito come persona, siamo legati al nostro solo spirito che ci avvolge in uno stato solipsistico; e che lo Spirito sia mediato dalla persona femminile di Maria è anche una grande gioia. Certo in Dio stesso non vi è ne femminile né maschile o se vogliamo entrambe le cose come origine: la Trinità non è un club per soli uomini, ma nella sua dimensione intima è una donazione reciproca di amore tra il Padre e il Figlio che è feconda: questa fecondità è lo Spirito Santo come persona! 


(Sera) Ho letto con interesse l’intervista al vescovo cattolico di Mosca, monsignor Paolo Pezzi, della confraternita sacerdotale san Carlo Borromeo, nella pagina di CL in Facebook, qui un passaggio che mi è piaciuto particolarmente: „Ho imparato il significato di lasciarsi correggere. Una domenica mi recai in una remota cittadina di nome Tal’menka, accompagnato da due suore, per celebrare la messa domenicale perché il parroco era assente. Le suore mi chiesero se potessi andare a visitare a casa una vecchietta, una babushka, che viveva una situazione difficile. Mi spiegarono che non camminava più e che era di origine tedesca, di quei tedeschi originari del Volga deportati da Stalin in Siberia negli anni Trenta. I suoi due figli erano stati uccisi davanti a lei. Quando arrivammo, la confessai, le diedi la comunione e, per la mia saccenza, le chiesi scioccamente: «Ma cosa ha pensato quando le hanno ammazzato i figli?». Lei mi guardò e rispose: «Che cosa ho pensato? Lì non si pensa niente, lì c’è solo da perdonare. Io ho perdonato Stalin e tutti quelli che hanno partecipato all’uccisione dei miei figli. Altrimenti non potrei più vivere». Mi commuovo ancora se ripenso a lei. Me ne andai in silenzio. Non dissi una parola nel viaggio di ritorno…Se in questi anni non ho fatto altro che predicare il perdono senza condizioni, senza che ti venga chiesto, è perché ho imparato da quella donna che se vuoi costruire, ricostruire e ricominciare, questo è possibile solo attraverso un perdono totalmente gratuito“. Poi insiste sull’importanza della vita di comunione…