mercoledì 13 maggio 2026

Diario: anarca cioè cristiano

Facilitazione alla lettura: l'ultimo contributo del diario, cioè quell'odierno, si trova all'inizio subito dopo le frasi in corsivo che sono frasi di dedica per tutto il diario e subito dopo la mia fotografia di Amrum ! Basta scrollare un poco questo post!

Dopo il „diario notturno“ (qui), quello „diurno“ (qui) quello „cattolico“ (qui), dopo il diario sull'amore amore (qui), e dopo quello della speranza (qui) e dopo quello della fiducia (qui) comincio, la sera del 13.5.2026, nel giorno della Madonna di Fatima, il diario che porta il titolo: "anarca cioè cristiano". Ho approfondito questo argomento anche in un articolo di Substack, che potete leggere qui. Ed in dialogo con il racconto Eumeswil di Ernst Jünger già nel "diario della fiducia" avevo parlato negli ultimi tempi di questo tema. 

Mt 6, 9-13: Πάτερ ἡμῶν ὁ ἐν τοῖς οὐρανοῖς· ἁγιασθήτω τὸ ὄνομά σου, 10ἐλθέτω ἡ βασιλεία σου, γενηθήτω τὸ θέλημά σου, ὡς ἐν οὐρανῷ καὶ ⸀ἐπὶ γῆς· 11τὸν ἄρτον ἡμῶν τὸν ἐπιούσιον δὸς ἡμῖν σήμερον· 12καὶ ἄφες ἡμῖν τὰ ὀφειλήματα ἡμῶν, ὡς καὶ ἡμεῖς ⸀ἀφήκαμεν τοῖς ὀφειλέταις ἡμῶν· 13καὶ μὴ εἰσενέγκῃς ἡμᾶς εἰς πειρασμόν, ἀλλὰ ῥῦσαι ἡμᾶς ἀπὸ τοῦ ⸀πονηροῦ.

Abùn d’bàh’shmàyah (Padre Nostro che sei nei Cieli)

Nech’ tha’dhà sh’smàh (Sia santificato il Tuo Nome)

Titèl’ malkhutàh (Venga il Tuo Regno)

Nèhweh zebianàh (Sia fatta la Tua Volontà)

Aikana d’bàh’shmàya af’ ba’hara (Come in Cielo, così in Terra)

Hab’lan llahkhmah desunkana nihà’umana (Dacci oggi il nostro pane quotidiano)

Wash’buch’lan auh’bain’ (e rimetti a noi i nostri debiti)

Aikana dhaf’ kh’nanh sbach’n’ le’haih’bain’ (così come noi li rimettiamo ai nostri debitori)

Ula’ talàn ‘llen’siuna (e non ci abbandonare alla tentazione)

Elah ‘pazzàn’ ‘men bisha (ma liberaci dal Male)

Amèn (Amen)



(Wetterzeube, il 13.5.26; mercoledì della sesta settimana del tempo pasquale; „Gaude et laetare, Virgo Maria, alleluia. Quia surrexit Dominus vere, alleluia“; Maria, Signora di Fatima; compleanno di Béla, il papà di Stanzi)


Santa Elisabetta di Turingia e Celestino V con gli occhi di Adrienne. È permesso concedersi delle piccole gioie se si vuole seguire Cristo? All’inizio santa Elisabetta si è concessa queste piccole gioie innocenti, poi ad un certo punto, e Adrienne la chiama un esperienza come quella di Saulo (così l’ha sentita Elisabetta), sa che per seguire Cristo bisogna donarsi completamente. Questo è il programma „semplice e completo“ della santità. Allo stesso tempo credo che quella dimensione elementare degli istinti e della libido di cui ho parlato ieri non sia una concessione, o per lo meno non sia solo una concessione, è piuttosto un cedimento a surrogati, ma in vero di questi surrogati, a parte in qualche anima nobilissima, ne hanno bisogno tutti, con più o meno coscienza. Il dono della santità va accolta con semplicità, come fanno i bambini. Celestino V era uno di questi bambini che aveva l’accesso al cielo e aveva una percezione della diastasi tra cielo e terra che lo ho portato a rinunciare al ministero petrino, senza alcuna complicazione; quando ha smesso di essere papa pregava ed era bambino come lo era invero sempre; forse in questo vi è una similitudine con Benedetto XVI. Non credo abbia mantenuto il titolo di papa emerito perché non fosse davvero capace a ridiventare un bambino che si affida al Padre, anzi credo che nei nostri tempi mediatici e trasparenti lo abbia fatto davvero bene. È probabile che anche per lui, come lo è stato per Celestino V, ritirarsi fosse più facile che andarsene, ma si deve tenere conto anche del corpo che invecchia. Anche il vescovo che ho tradotto ieri nel mio account di Substack (mi è apparso un argomento, quello suo, contro la guerra che avrebbe accettato anche Jünger), James Conley, ha dovuto ritirarsi per un certo periodo di tempo dalla cura attiva della diocesi per depressione e stress psichico. Non si è concesso una piccola vacanza, ma ha dovuto accettare quello che accadeva con il suo corpo. Comunque chiedo al Signore che mi aiuti a portare la Croce quotidiana, che sono io certo anche per altri, e in primo luogo per Stanzi…Lo sono stato anche per i miei figli e in modo particolare per Jojo. 


Eumeswil. Come Celestino V ha visto l’abisso che c’é tra il cielo e la terra ed anche tra come la Chiesa è nel cuore di Dio e come lo è in realtà sulla terra, così anche Thofern (13, VII) vede un abisso, come poeta, tra il passato e l’oggi. Lo storico, Martin, comprende tutto questo, ma soffre di meno del poeta: „wer die Grüfte mit Ehrfurcht öffnet, finde dort mehr als Moder, ja mehr als die Lust und das Leid versunkener Zeitalter. Eben das bringt es mit sich, dass der Historiker weniger leidet als der Dichter, dem kein Wissen frommt. Ihm bieten die verlassene Paläste keine Obdach mehr“ («Chi apre le cripte con riverenza vi trova ben più che muffa, anzi, ben più che il piacere e il dolore di epoche ormai sepolte. È proprio questo che fa sì che lo storico soffra meno del poeta, al quale la conoscenza non serve a nulla. A lui i palazzi abbandonati non offrono più rifugio»). L’ultimo „a lui“ non so se si riferisce al poeta o allo storico. Ma visto che prima dice che lo storico soffre di meno, forse al poeta. Ho chiesto in famiglia come interpretare grammaticalmente la frase (Jojo la pensa anche così). Comunque il „passato“ non è il „cielo“, che è presente; l’accesso al cielo è forse più cosa del poeta, che è simile al santo, ma può imparare dal santo ad essere meno dipendente dal „passato“. 


Trump in Cina. Ormai è del tutto chiara la retorica di chi si sostiene nell’amministrazione e di Trump stessa (vittorie estere ed interne…) ed è chiara anche l’anti retorica (non ha compreso la forza della Cina, non ha compreso le conseguenze della guerra in Iran…). Ed è anche chiaro che quando Trump dice che XI Jinping è suo „amico“, usa la parola non nel senso dell’umsonst dell’amore; comunque è meglio se si parlano come „amici“ che se si fanno guerra, credo…


Mia traduzione del vescovo Conley.  Mi scrive Renato: „Molto molto utile per me e per molti questo testo! L'ho dato a Davide Prosperi!“ - Caro Renato, Io ormai forse sono un po’ matto, ma giudico tutto anche con gli occhi di Jünger e mi è sembrato che questo testo sarebbe piaciuto a lui perché è sachlich (attaccato alla cosa) . Dimmi se e come reagisce Prosperi. Don Andrea Brutto mi ha scritto: „Grazie Roberto. Una riflessione, quella del vescovo Conley, veramente pertinente. Anche perché mette in evidenza un aspetto quasi dimenticato dell‘uso della AI nella guerra che è una questione di primo piano per le sue implicazioni etiche. Buona serata“. 


Mt 6, 9-13: Πάτερ ἡμῶν {!} ὁ ἐν τοῖς οὐρανοῖς·…


Regina coeli, laetare, alleluia…


Abùn d’bàh’shmàyah (Padre Nostro che sei nei Cieli)…



(Mezzogiorno) Varwick su Germania ed Ucraina. „La Germania gioca con il fuoco: perché l’accordo sui droni tra Berlino e Kiev è estremamente pericoloso. Il mio commento su @Weltwoche. «Deep Strike» è la nuova parola d’ordine nella #politica di sicurezza. Colpire in profondità nel territorio nemico, superare e sovraccaricare la sua difesa aerea. La #NATO, la #Russia e tutti gli altri Stati che ne hanno la capacità tecnologica ci stanno lavorando – anche come lezione appresa dalla guerra in Ucraina. E in effetti: la tecnologia militare senza equipaggio ucraina, dai droni ai robot terrestri, unita alla distruzione di depositi di munizioni vicini al fronte e agli attacchi ucraini in profondità nell’entroterra russo, ha finora impedito grandi sfondamenti da parte della Russia lungo i 1000 chilometri di fronte. A un primo sguardo e da un punto di vista puramente militare, questo ha senso. Durante la visita del ministro della difesa tedesco Boris Pistorius a Kiev è emerso ancora una volta chiaramente che Germania e Ucraina si stanno legando sempre più l’una all’altra. Esperienze di combattimento ucraine e innovazioni nate dalla necessità, unite al denaro e all’ingegneria tedesca: questo dovrebbe ora mettere in ginocchio la Russia. La Germania fa sul serio con il suo cambio di rotta. Non invia ancora missili Taurus a lungo raggio – che gli strateghi da salotto, come già in precedenza con carri armati e aerei da combattimento, hanno spacciato per armi miracolose – ma lo fa dalla porta di servizio. Eppure quasi nessuno riflette più sui rischi e sugli effetti collaterali di questa strategia. È plausibile che ciò porti la Russia a essere più disposta al compromesso e che l’Ucraina superi la guerra alle migliori condizioni possibili? O è solo una nuova fase in una spirale di escalation reciproca che non giova a nessuno? In totale spregio del fin troppo noto “dilemma della sicurezza” – la forza di uno è sempre anche la minaccia per l’altro – Berlino continua a puntare in modo unidimensionale sulle armi. A prescindere da chi debba pagare e quale possa essere la reazione militare della Russia: insieme al rifiuto di negoziare con la Russia le condizioni di una fine della guerra con un approccio realistico, ciò può essere definito solo come negligenza. Come sonnambuli, si continua ad avanzare verso una guerra con la Russia. Invece di riflettere su come si possa richiudere il vaso di Pandora.“ - è importante leggere questo commento del politologo di Halle anche con i criteri di una possibile guerra giusta, che ho messo in evidenza traducendo ieri l’articolo del vescovo statunitense Conley. E di fatto Varwick pone per lo meno due dei criteri-domande proposti dal „Catechismo della Chiesa Cattolica“: quanta possibilità di successo abbiamo in Ucraina e quali problemi etici provocano le armi senza l’uomo: sono davvero solo contro le munizioni russe? Servono solamente strategicamente o fanno saltare la differenza tra mete militari e civili? 


Hans Urs von Balthasar sulla Trinità e in modo particolare sullo Spirito. „Ciò che è stato stabilito con sovranità si realizza con sovranità“ (H III, 2, II, 233). Manicardi e Sommavilla traducono: „Ciò che è stato disposto sovranamente, dispone di se stesso sovranamente“ (Gloria VII, 229). Si tratta dello Spirito Santo, che non è una terza fase nello sviluppo della storia dell’umanità o nella storia della „salvezza“ , come hanno pensato Lessing e la modernità; lo Spirito Santo è stato stabilito, disposto in forza della sovranità del Padre, come anche il Figlio viene stabilito, disposto in forza della sovranità del Padre, ma entrambi, sia il Figlio che lo Spirito, pur in questa „passività“ dell'essere stabiliti, disposti sovranamente, si realizzano con una sovranità uguale, nella sostanza, perché le tre persone, che sono per l’appunto tre persone, non tre fasi, sono un solo Dio, questo è quello che l'educazione liberale non permette più di capire, perché in fondo ha perso il senso delle persone, dell'unità delle persone. Si tratta in essa di tecniche, di fasi di sviluppo, di pretese giuridiche, come ho visto per decenni nella scuola, e questo a diversi livelli biologico o psicologico, eccetera; il confronto con il grande teologo, forse con il più grande teologo di tutti i tempi, con Balthasar (che però è comprensibile solamente con Adrienne), mi aiuta a non perdere il senso ultimo della specificità e della identità cristiana, che però non è mai qualcosa di trionfalistico, perché si fonda sempre su una diastasi: la diastasi tra la croce, l'obbedienza della croce e la gloria. Qual è il compito dello Spirito? Portare alla luce l'amore che è il cuore dell'obbedienza stessa; in questa dimensione trinitaria c'è tutta la verità e mentre la diastasi tra l'obbedienza e l’amore libero in fondo non è altro che rivelazione dell'essere una medesima cosa dell’amore e dell’obbedienza, qui appare una diastasi assoluta in cui tutto ciò che non fa parte di questo amore trinitario è „menzogna e tenebre“ (un nulla nel senso nichilistico del termine); poi è vero che nella menzogna e nella tenebra si cerchi di avvicinarsi alla luce e che per l'uomo non è possibile in modo trionfalistico essere in continuo contatto con la luce, se non come dono, come grazia, per chi può vivere, come Celestino V o come Adrienne, in cielo e sulla terra allo stesso tempo…Una delle decisioni pedagogiche più geniali di Don Giussani è stata quella di farci imparare la giaculatoria: „veni Sancte Spiritus, veni per Mariam“. Senza la presenza dello Spirito come persona, siamo legati al nostro solo spirito che ci avvolge in uno stato solipsistico; e che lo Spirito sia mediato dalla persona femminile di Maria è anche una grande gioia. Certo in Dio stesso non vi è ne femminile né maschile o se vogliamo entrambe le cose come origine: la Trinità non è un club per soli uomini, ma nella sua dimensione intima è una donazione reciproca di amore tra il Padre e il Figlio che è feconda: questa fecondità è lo Spirito Santo come persona! 


(Sera) Ho letto con interesse l’intervista al vescovo cattolico di Mosca, monsignor Paolo Pezzi, della confraternita sacerdotale san Carlo Borromeo, nella pagina di CL in Facebook, qui un passaggio che mi è piaciuto particolarmente: „Ho imparato il significato di lasciarsi correggere. Una domenica mi recai in una remota cittadina di nome Tal’menka, accompagnato da due suore, per celebrare la messa domenicale perché il parroco era assente. Le suore mi chiesero se potessi andare a visitare a casa una vecchietta, una babushka, che viveva una situazione difficile. Mi spiegarono che non camminava più e che era di origine tedesca, di quei tedeschi originari del Volga deportati da Stalin in Siberia negli anni Trenta. I suoi due figli erano stati uccisi davanti a lei. Quando arrivammo, la confessai, le diedi la comunione e, per la mia saccenza, le chiesi scioccamente: «Ma cosa ha pensato quando le hanno ammazzato i figli?». Lei mi guardò e rispose: «Che cosa ho pensato? Lì non si pensa niente, lì c’è solo da perdonare. Io ho perdonato Stalin e tutti quelli che hanno partecipato all’uccisione dei miei figli. Altrimenti non potrei più vivere». Mi commuovo ancora se ripenso a lei. Me ne andai in silenzio. Non dissi una parola nel viaggio di ritorno…Se in questi anni non ho fatto altro che predicare il perdono senza condizioni, senza che ti venga chiesto, è perché ho imparato da quella donna che se vuoi costruire, ricostruire e ricominciare, questo è possibile solo attraverso un perdono totalmente gratuito“. Poi insiste sull’importanza della vita di comunione…