Facilitazione alla lettura: l'ultimo contributo del diario, cioè quell'odierno, si trova all'inizio subito dopo le frasi in corsivo che sono frasi di dedica per tutto il diario e subito dopo la foto iniziale di questo nuovo diario (San Michele in Dartmoor). Basta scrollare un poco questo post!
Dopo il „diario notturno“ (qui), quello „diurno“ (qui) quello „cattolico“ (qui), dopo il diario sull'amore amore (qui), e dopo quello della speranza (qui), dopo quello della fiducia (qui) ed infine dopo la prima parte del diario sul tema dell'anarca (qui ) comincio, il pomeriggio del 6.9.26 la seconda parte del diario dedicato al tema dell'anarca - la coincidenza con le elezioni politiche in Sassonia-Anhalt è una caso, dovuto al fatto che il testo dell'ultimo diario era troppo lungo e non poteva più essere salvato. Ho approfondito questo argomento dell'anarca anche in un articolo di Substack, che potete leggere qui. Ed in dialogo con il racconto Eumeswil di Ernst Jünger già nel "diario della fiducia" e nella prima parte di questo diario ho parlato negli ultimi tempi di questo tema, che mi coinvolge molto.
Abùn d’bàh’shmàyah (Padre Nostro che sei nei Cieli)
Nech’ tha’dhà sh’smàh (Sia santificato il Tuo Nome)
Titèl’ malkhutàh (Venga il Tuo Regno)
Nèhweh zebianàh (Sia fatta la Tua Volontà)
Aikana d’bàh’shmàya af’ ba’hara (Come in Cielo, così in Terra)
Hab’lan llahkhmah desunkana nihà’umana (Dacci oggi il nostro pane quotidiano)
Wash’buch’lan auh’bain’ (e rimetti a noi i nostri debiti)
Aikana dhaf’ kh’nanh sbach’n’ le’haih’bain’ (così come noi li rimettiamo ai nostri debitori)
Ula’ talàn ‘llen’siuna (e non ci abbandonare alla tentazione)
Elah ‘pazzàn’ ‘men bisha (ma liberaci dal Male)
Amèn (Amen)
San Michele, Dartmoor
roberto.graziotto@gmx.de
roberto.graziotto31@gmail.com
(Wetterzeube, il’6.9.26; domenica della ventitreesima domenica del tempo ordinario)
(Pomeriggio) Gita con la E-Bike. I prezzi della benzina sono altissimi e così abbiamo deciso di fare un giro in bici nella nostra regione, a partire da casa. Siamo passati per Droyssig e da li abbiamo preso la ciclabile che ci ha portato a Kretzschau, dove c’é un piccolo lago nel quale si può fare il bagno; poi a Lückenau, dove invece c’é un lago dove è vietato fare il bagno; al Mondsee abbiamo fatto una pausa e mangiato alcune cose che avevamo con noi. Poco prima di giungere a questo laghetto abbiamo visto un territorio riservato ai cavalli selvatici; poi dopo il pranzo- picknick abbiamo pedalato sullo stradone, che alla domenica non è molto frequentato da macchine e che si muove lungo il territorio dove si è estratto per decenni il carbone (questo spiega anche la presenza dei laghi artificiali visti), e siamo arrivati a Profen; ad una curva un signore aveva bisogno di parlare e ci ha raccontato tra le tante cose che sua mamma è nata o ha vissuto a Wetterzeube, dove abitiamo noi. Sulla ciclabile che costeggia la „Weisse Elster“ siamo arrivati a Zeitz, poco prima di Zeitz c’era un cartello della proloco dedicato all’ornitologia e precisamente al volo che in primavera ed autunno ci porta e con il quale ci lasciano tanti uccelli; abbiamo anche visto una piccola scuola dell’albero, dove si può camminare su un’impalcatura ad una certa altezza per studiare gli alberi stessi e gli uccelli che vi ci abitano…Tanti tratti del percorso erano davvero incantevoli, anche per la bella giornata che ci è stata donata. Abbiamo pedalato per più di 3 ore e mezza, per una distanza di 60 chilometri ad una velocità media di 16, 8 km/h e superando un dislivello di 230 metri…
(Sera) I risultati delle elezioni in Sassonia-Anhalt sono, anche nella prima previsione, molto chiari: la AfD stravince con un 44, 5 % dei voti (e con un guadagno del 23,7 % dei voti); la CDU straperde con un 18,5 % di voti (e una perdita di 18, 6 % dei voti). La sinistra (Die Linke) perde l’1,6 % dei voti e raggiunge il 9,4 %; la SPD è stabile, perde il 0,2 % dei voti e raggiunge un 8, 2 % ; i Verdi aumentano del 3 % e arrivano all’8, 9 % dei voti. BSW per la prima volta presente in Sassonia-Anhalt si trova in questa prima previsione al 5, 00 %. Il programma dei Linke e della SPD erano simili, ma mia moglie mi ha detto che non potrebbe mai votare un partito che ha causato la separazione della sua famiglia con un muro per decenni. Altri commenti non vorrei farli al momento, perché la prima previsione può ancora oscillare in modo tale che si vedrà se basterà per l’AfD per governare da sola, come era il desiderio di Sigmund prima delle elezioni stesse. Il vescovo Feige di Magdeburg si è impegnato contro la AfD, in questo modo ha tradito il suo dovere di pastore per il 44,5 % delle persone che vivono in Sassonia-Anhalt.
(Wetterzeube, il’7.9.26; lunedì della ventitreesima settimana del tempo ordinario)
In dialogo con Hans Urs von Balthasar. „Fil 3, [12] Non però che io abbia già conquistato il premio o sia ormai arrivato alla perfezione; solo mi sforzo di correre per conquistarlo, perché anch'io sono stato conquistato da Gesù Cristo. [13] Fratelli, io non ritengo ancora di esservi giunto, questo soltanto so: dimentico del passato e proteso verso il futuro, [14] corro verso la mèta per arrivare al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù. (κατὰ σκοπὸν διώκω ⸀εἰς τὸ βραβεῖον τῆς ἄνω κλήσεως τοῦ θεοῦ ἐν Χριστῷ Ἰησοῦ.)“ Quale è questa meta? Il superamento della nostra tendenza al privato e alle sue dipendenze. L’anarca cristiano è interessato a questo tipo di liberazione, perché è cosciente che le dipendenze sono il contrario della libertà che cerca; ha una precisa percezione di non essere arrivato alla percezione, per questo insiste sugli „avvicinamenti“ (cf. tutto ciò che Jünger ha scritto su questo termine nel suo libro: „Droga e sballo“) ed in vero ha anche la percezione dei limiti dei propri sforzi, ma sa come un piccolo amico di Gesù, che è stato conquistato da lui; chiede che ci sia un ingresso nell’amore di Dio (non solo un avvicinamento), anche per lui e questo ovviamente è espropriazione dalla propria tendenza al privato (cf. Balthasar, 377). Cosa impara l’anarca cristiano dal Figlio, dal Logos universale e concreto? Un atteggiamento di totale fiducia ed abbandono che non ha paura della debolezza più estrema, perché proprio in essa viene spirato lo Spirito Santo, e solo in quest’ultimo il Padre può fare risorgere il Figlio e liberarlo dalla melma dell’inferno. Gesù ci ha giustificati (redenti) diventando peccato per noi fino nella melma dell’inferno, lo Spirito Santo ci santifica. Gesù nei limiti della sua corporalità ha patito quello che solo il Dio fatto uomo può patire, lo Spirito Santo vivifica; dove c’é il corpo di Cristo nella sua modalità limitata prima della risurrezione e in quella di un corpo spirituale senza limiti dopo di essa, c’è un amore assolutamente gratuito, non privato, ma del tutto „pubblico“ ed eucaristico, nella modalità di un uscita da sé del tutto „comunicativa“, in una speranza per tutti e per me!
Elezioni in Sassonia-Anhalt. Ho una previsione di questa notte (MDR, 3,15 h), quindi un risultato provvisorio: CDU 17,2; AfD 43,8; Linke 8,6: SPD 9,3 (terza forza; risultato sorprendente, ma quello che questo partito sostiene a livello regionale aveva una vera sostanza sociale); Grüne 8,9; BSW 5,3. Il prof. Varwick, di cui ho fiducia in questioni di sicurezza e diplomazia, per quanto riguarda le elezioni, fa un po’ coro con tutti, fino al presidente della Repubblica federale Frank-Walter Steinmeier , che sono preoccupati per la democrazia in Germania, ma egli riflette dal punto di vista di una riflessione critica sul BSW che ha appoggiato. Ecco la sua riflessione in X: „Johannes Varwick: Il BSW entra di misura nel Landtag (senza raggiungere il 5 % non si entra nel parlamento), ma è comunque giunto il momento di un’autocritica (06/09/2026): Anche entrare di misura è un risultato. Dopo che il #BSW aveva ottenuto l’11,2% dei voti di lista alle elezioni federali del 2024 in Sassonia-Anhalt, il partito entra ora nel Landtag della sua roccaforte con un margine minuscolo. Si potrebbe obiettare che da questo risultato estremamente risicato non si possa trarre alcuna conclusione affrettata, perché le cose avrebbero potuto andare altrettanto male. Tuttavia, questo risultato così risicato non è un caso, ma, a mio avviso, il risultato di una campagna elettorale che ha puntato troppo sulla normalizzazione dell’AfD e sul populismo, e troppo poco sulla propria sostanza. Durante la campagna elettorale, il BSW ha fatto di tutto per posizionarsi come alternativa ai partiti tradizionali e, con mio grande disappunto, ha ripreso dall’AfD il discorsi avventato sui «vecchi partiti», superando così un limite che ha evidentemente portato a questo risultato così risicato. Alla domanda se la collaborazione con l’AfD non finisse proprio per normalizzare l’estrema destra, i vertici regionali del BSW hanno risposto che il pericolo maggiore risiede nel persistere dell’attuale politica. Chi la sostiene, distrugge la democrazia. Con questa posizione, come dimostrano anche i sondaggi condotti tra gli effettivi elettori del BSW, il partito ha trovato ampio consenso tra il proprio elettorato. Ciò non significa però che sia la scelta giusta, tanto più che forse altri gruppi di elettori, più numerosi, avrebbero potuto essere convinti con una strategia diversa – e il BSW sarebbe così ora rappresentato nel Landtag. I ripetuti segnali in direzione dell’AfD, dalla disponibilità a «maggioranze variabili» fino all’annuncio esplicito di sostenere indirettamente un primo ministro dell’AfD al terzo turno di votazioni, mi hanno irritato e scoraggiato. Ciò che è stato presentato come una politica pragmatica e concreta è apparso a molti come un tentativo di ingraziarsi il potenziale elettorale dell’AfD. Per gli elettori che cercavano una vera alternativa – non solo un’altra variante di protesta –, questa presa di distanza era insufficiente. Questo è stato anche uno dei motivi alla base della controversia con l’organizzazione regionale della Turingia e i suoi (ex) vertici, che, sebbene giunga in un momento inopportuno, potrebbe comunque dare avvio a un necessario processo di chiarimento. Ancora più grave, tuttavia, è il secondo errore: la campagna elettorale del BSW ha puntato troppo su semplici slogan e troppo poco su soluzioni concrete ai problemi del Land. Al contrario, hanno prevalso i grandi gesti: la richiesta di un «ministro presidente apartitico», che governi con maggioranze variabili, è sembrata una ventata di freschezza durante la campagna elettorale, ma a un esame più attento si è rivelata un’idea vaga, priva di concreta sostanza politica. Chi vuole governare deve presentare proposte concrete, non limitarsi a muovere critiche generiche. Chi si limita a essere contrario a qualcosa – agli aiuti all’Ucraina e alle forniture di armi, ai partiti tradizionali, al «corridoio di opinione» –, ma non offre quasi nulla di concreto, non guadagna credibilità. In terzo luogo, si paga anche il prezzo del fatto che molti membri del BSW (soprattutto nella dirigenza del partito) provengano dalla vecchia sinistra e non fossero realmente disposti o in grado di concepire il BSW come un nuovo progetto politico di centro, ma piuttosto come una sorta di «sinistra 2.0». Di una cosa del genere non c’è bisogno. C’è invece bisogno di un partito che si schieri con coerenza contro la guerra e il riarmo, a favore della diplomazia, del buon senso economico, della giustizia sociale unita alla responsabilità individuale, di un moderno principio di merito e di apertura al mondo; un partito che, sul tema del «wokeness», mantenga i piedi per terra e, nonostante tutto, non rifugga dalle responsabilità di governo e non faccia promesse né infondate né prive di fondamento. A mio avviso, è stato un errore evitabile definire la CDU pericolosa quanto l’AfD. Non lo è. Anche la strategia elettorale del BSW che ne è derivata non ha funzionato davvero. È un peccato, perché il BSW ha dei punti di forza che così si dissolvono nel nirvana populista. Molto dipende ora dalla capacità di autoriflessione critica. Un risultato così serrato lascia spazio a interpretazioni in diverse direzioni. Ciò non facilita la necessaria autocritica. Il partito deve dimostrare di saper fare di più che populismo – di poter offrire politiche concrete per le persone, non solo slogan. Il BSW si trova ora di fronte al difficile compito di assumersi le proprie responsabilità nel nuovo Landtag della Sassonia-Anhalt. Poiché, per ragioni comprensibili, ritiene che il «muro tagliafuoco» sia fallito, deve ora dimostrare come sia possibile formare un governo in grado di agire in queste condizioni. Sarà un compito arduo, che richiederà ai deputati del BSW neoeletti una bussola e una linea di condotta ben definite. Il BSW è un partito giovane e nel frattempo è presente con sezioni locali a molti livelli e in tutte le regioni della Germania. Si tratta di un risultato nettamente superiore a quello raggiunto da altre formazioni politiche nascenti, su cui è possibile costruire. A tal fine occorrono ora un serio lavoro programmatico e personalità convincenti. Vedremo se questa prova del fuoco in Sassonia-Anhalt verrà superata. Da ciò dipenderà anche la futura rilevanza a livello federale.“ - ho lasciato la parola così a lungo a Varwick per una stima che ho per lui in ambito diplomatico ed anche perché nelle europee votai la Sahra Wagenknecht, proprio perché si opponeva alla linea di appoggio militare tedesco all’Ucraina. Allo stesso tempo devo dire che neppure in lui vi è il minimo tentativo di comprendere il momento di verità dell’AfD che ha spinto il 43 % ca. degli elettori a votare per questo partito. Per me non si tratta in primo luogo di una questione solo politica, ma „missionaria“ (non di proselitismo), nel senso di Cristo: annunciare a tutti Cristo! Comunicare una speranza per tutti. Ovviamente non so se il risultato straordinario della AfD in Sassonia-Anhalt, guidata da Sigmund, basti per governare, nel senso che ha detto lui prima delle elezioni: o da soli o niente. A me sembra un uomo onesto, che è in un atteggiamento di ascolto nel confronto di tanta gente. Perfetto? No, non lo è, ma chi lo è? Ascoltando ieri la televisione, i diversi responsabili dei partiti (Varwick non vuole che li si chiami „vecchi“ e suppongo che non voglia che li si chiami „partito unico“) per lo più perdenti non c’é ne era uno (a parte Schulze (CDU) che come democratico si è congratulato con Sigmund per la sua vittoria) che tenesse conto, anche solo minimamente, di una vittoria che ha un livello storico non indifferente. Purtroppo neppure il vescovo cattolico Feige di Magdeburg, che non mi conosce, comprenderebbe quanto cerco di dire da mesi…
Per quanto riguarda le reazioni in Italia, mi servo della rassegna stampa che mi manda Renato Farina e della versione di Alessandro Banfi. Il „Corriere della Sera“ titola: „L’AfD oltre le previsioni. Adesso l’estrema destra può arrivare la governo“; in questo modo il giornale milanese dice del vero, ma anche assume la formula „estrema destra“, che non è una definizione neutrale presa dalla posizione dove l’AfD siede nel parlamento, ma un „giudizio di valore“ politico, che assume la definizione legale giuridica acriticamente oggi in vigore in Germania. Ma nello stesso giornale si può leggere che „definirli fascisti non serve a niente“, ma nello stesso articolo si prende anche in considerazione la posizione dell’intellettuale Ingo Schulze, che temi danni enormi alla cultura e alla scuola“. È la stessa preoccupazione espressa dalla contadina che mi vende il formaggio di capra al venerdì e che organizza nella sua cascina sere con spettacoli teatrali. La Repubblica ci aveva già ricordato il giorno prima, che le piazze (quali? Qui da noi le piazze erano per Sigmund, il candidato della AfD) e le chiese erano mobilitate per frenare l’onda AfD (questo vero, per esempio il vescovo di Magdeburg, Gerhard Feige); sembra con nessun successo. Nel „primo piano“ del Corriere, si parla di Merz, che praticamente ha lasciato da solo il candidato della CDU qui in Sassonia-Anhalt (questo lo dico io, non il Corriere), riunirebbe i vertici sotto choc della CDU. In vero a Merz e Söder (CSU) nel febbraio del 2025, mentre il pubblico democristiano si limitava a fare una pseudo verifica dei fatti di quel discorso, J.D. Vance, nella conferenza di sicurezza di Monaco di Baviera, aveva detto molto precisamente che è un grande problema se i politici perdono il contatto con il loro popolo. Infine per quanto riguarda l’ago rosso-bruno della bilancia del BSW e in particolare della sua fondatrice Sahra Wagenknecht, rimando al commento del prof. Johannes Varwick, politologo dell’università di Halle.
Dalla versione di Banfi prendo un giudizio che mi è consono: „Donatella di Cesare sul Fatto ha una lettura diversa: «Il nodo decisivo è il rapporto con la Russia. Non si tratta di essere “filorussi”, formula ormai buona solo a impedire ogni analisi. Germania e Russia sono legate da una storia lunga, tragica e insieme profondissima, fatta di guerre, scambi, dipendenze reciproche, interessi economici e di quella Ostpolitik che per decenni aveva cercato di tenere aperto uno spazio politico tra Est e Ovest. La guerra in Ucraina ha spezzato questo equilibrio e trascinato la Germania dentro una nuova logica di contrapposizione, di riarmo, di sacrifici economici, senza che sia mai stato davvero discusso quale interesse tedesco vi fosse in questa svolta. È anche qui che va cercato il voto all’Afd»“. Insisto: non si tratta di essere filo russi o filo sovietici. Per quanto riguarda la famiglia di mia moglie: il comunismo del Patto di Varsavia e sovietico le ha fatto perdere titolo nobiliare e ricchezza a Budapest. E per quanto riguarda la mia famiglia: a causa di Tito, in guerra contro Stalin, ma non per un’alternativa ideologica, ma per una questione di gestione dello stesso modo di far politica, mio padre ha perso la sua terra natia, l’Istria, a cui è stato emozionalmente legato fino alla morte.
„Per Maurizio Belpietro, nel commento sulla Verità, «le accuse che quotidianamente vengono lanciate contro chi raccoglie le preoccupazioni dei cittadini sono la dimostrazione di una miopia politica che non ha limiti. Invece di guardare in faccia i problemi, a sinistra guardano le conseguenze, come se un medico, invece di comprendere le ragioni di una malattia, si soffermasse solo sui sintomi. Sì, non capiscono: e siccome non colgono le motivazioni, attaccano il fenomeno a testa bassa, demonizzandolo». - Proprio così, così è accaduto con la nuova figura politica che ieri ha stravinto qui da noi in Sassonia-Anhalt: Ulrich Sigmund.
Tutti i partiti insieme (CDU, SPD, Linke, Grüne) potrebbero forse riuscire a governare, ma questi partiti non hanno nulla in comune. È il problema sollevato da „Tommaso Cerno sul Giornale, che suggerisce ai popolari di rompere con le sinistre: «Il crollo della Cdu non è un incidente, ma un segnale d’allarme per tutto il mondo dei conservatori moderati e cattolici europei. Ostinarsi, come fa la Commissione, a tenere in piedi alleanze innaturali con Verdi e socialisti - soggetti con cui non esiste più alcuna sintonia programmatica - è un errore strategico suicida».
Come suicida è la „,mobilitazione totale“ (copyright: Ernst Jünger) da cui ho parlato negli ultimi anni; su questo punto Johannes Varwick dice il vero: „Non nutro grandi aspettative riguardo all’ultima iniziativa di mediazione statunitense a Mosca e Kiev. È comunque sempre meglio dell’indicibile triade tedesca ed europea composta da richieste irrealistiche, slogan di incoraggiamento e rifiuto della diplomazia.“ (In X).
In un dialogo veloce dopo le elezioni tra Claudia Wittig (BSW) e Alice Weidel (AfD) le due politiche erano concordi nel dire che un dialogo è possibile (per esempio sulla questione dei costi altissimi dell’energia) tra BSW e AfD: questo farebbe certamente bene ad un discorso democratico e non polarizzato e così ai cittadini tedeschi. Sulla questione se Sigmund possa o voglia diventare premier della Sassonia-Anhalt, entrambe le politiche, anche se con accenti diversi, hanno detto che si dovranno aspettare i prossimi giorni. E così facciamo!
Mt 6, 9-13: Πάτερ ἡμῶν {!} ὁ ἐν τοῖς οὐρανοῖς·…
Salve Regina…
Abùn d’bàh’shmàyah (Padre Nostro che sei nei Cieli)…
