domenica 28 luglio 2019

Invasi dal nulla - la questione non è Salvini. Post di Bruno Brunelli

Vorrei proporre anche nel mio blog l'intervento lucido dell'amico Bruno Brunelli, ingegnere, fotografo e musicista. Se come Chiesa e come Movimento di CL  non ci confrontiamo con quanto da lui detto non vedo alcuna possibilità di riforma, di memoria non di miti, ma di veri fatti accaduti; certo non lo è ignorare quanto qui detto e rinviare solo al positivo, quasi che tutto il resto non esistesse e quasi che il positivo a volte non venga usato per legittimare il resto. Si tratta di un frammento, ma di un frammento che fa vedere come Gesù ci interpella oggi. Il frammento critico è profetico e non mette in dubbio che vi sia nella Chiesa e nel Movimento del bene, ma non era questo l'oggetto della riflessione (comunque Bruno aveva anche parlato di "quei piccoli fuochi dove lo Spirito riaccende la Speranza"). Noi possiamo sempre e solo cogliere il tutto dell'amore divino in un frammento: Bruno ci ha fatto riflettere con il suo frammento sulla scomparsa del Vangelo ed invitato a ritrovare un percorso che porti ad esso: la fedeltà al Papa! Roberto Graziotto 

La questione non è Salvini . Il grande problema è che Salvini rispecchia la mentalità di una parte ormai prevalente del popolo italiano.
Come è stato possibile che negli ultimi 30 anni (circa) gli italiani, si siano così allontanati da una visione compassionevole dell'umanità? Anche se Salvini sparisse, come per incanto, un altro ne prenderebbe il posto come quando poti un'erba cattiva e quella dopo due giorni è di nuovo ricresciuta. Per non farla crescere dovresti estirparla, o dare un diserbante, o rivangare completamente il terreno.
Questo popolo si è allontanto dalla sua educazione cristiana. E molti appartenenti al clero hanno fortemente contribuito ad allontanarlo o lo hanno diseducato esaltando valori che non sono veramente essenziali alla visione cristiana e caritatevole. Hanno spinto sulla paura, non l'hanno censurata. La paura per l'attacco alla cultura occidentale è difficilmente separabile dalla paura che il nostro stile di vita sia sotto attacco. Ci tolgono il lavoro, ci tolgono i posti negli ospedali, questi gli slogan che hanno prevalso alimentati dalle visioni occidentaliste. Quali radici cristiane? E' evidente che si è sviluppata una strategia internazionale basata sulla paura ma questo accade normalmente. La cosa terribile è come questa strategia sia penetrata facilmente nella Chiesa. La cosa terribile è stata l'incapacità (fino a Papa Francesco) di mettere in campo un minimo di difesa del pensiero evangelico.
Dovremmo sempre ricordare l'osservazione da cui partì don Giussani negli anni '50: le chiese sono piene ma il cristianesimo non ha più radici. Ora quelle radici si sono definitivamente bruciate e le chiese si sono anche svuotate. E soprattutto il cristianesimo viene usato come giustificazione per fare e pensare tutto questo che vediamo: odio per i più poveri, per gli stranieri, muri, porti chiusi, cuori chiusi. Ovvero tutto quello che cristiano non è.
Allora non si tratta di sperare di riempire nuovamente le chiese in una visione ancora organizzativistica dell'azione pastorale. Si tratta invece di alimentare e seguire quei piccoli fuochi dove lo Spirito riaccende la Speranza. Per fare questo non servono sovrastrutture. Meno che mai servono sovrastrutture organizzative e culturali.
Gli stessi movimenti ecclesiali che in un periodo di uno o due decennti ('70 e '80) sono stati il luogo della Speranza, oggi girano a vuoto come macchine a cui hanno staccato la trasmissione dal motore. Girano a folle o peggio vanno a marcia indietro dominati, oltre che dalla paura, da un altro terribile sentimento: la nostalgia della giovinezza. Quel tempo andato che nel ricordo diventa bellissimo anche quando non lo era. Quel sentimento per cui tutto dovrebbe fermarsi e possibilmente tornare indietro. (In realtà anche i movimenti non erano belli nella loro globalità ma per alcuni piccoli gruppi di persone).
In questo scenario solo una cosa è certamente positiva anche perchè il Papa ce la chiede in continuazione ed è pregare per lui. Pregare per il Papa, il punto ultimo di resistenza e di rinascita posto dallo Spirito. Nella fede e nella speranza che non siamo noi a dover fare.


Alcuni dei commenti pubblici a questo post: 

1. Colpa della tv di Berlusconi, del suo becero populismo maschilista della sua esaltazione del carrierismo a ogni prezzo e di quei movimenti cattolici che alla carità hanno preferito l’occupazione di posti di potere a ogni costo distruggendo le basi della fede cristiana trasformandola in una ideologia qualunque. Basta vedere che gli elettori della lega sono in stragrande maggioranza cattolici praticanti. Correggei: anni 60 e 70. Negli anni 80 i movimenti cattolici hanno perso ogni identià cattolica. Applausi comunque per quanto scritto lucidissimo e vero (Paolo Vites). // Risposta di Bruno a Paolo: sono consapevole che questa datazione è approssimativa. Berlusconi, ma soprattutto quei cattolici che in lui hanno posto la speranza. Cambia l'imperatore ma subito si affrettano a incensarlo.

2. La malattia della nostalgia della giovinezza: la percepisco dappertutto, è un cancro reale dei cuori, perché spinge a vedere nei muri - e in chi li propaganda - la soluzione ideale per ripristinare nell'oggi questo mitico giardino di pace, serenità e ordine del passato - anche se esso è innanzitutto una dolente costruzione del proprio pensiero, impaurito dinanzi al reale. / Non si girerebbe a folle, credo, se si accettasse umilmente la provocazione di inestimabile valore, tutta evangelica e perciò cristocentrica, che viene oggi dal soglio di Pietro. Provocazione che è un'ancora di salvezza provvidenziale anzitutto per le nostre vite particolari. / Attraverso questa papa credo di aver capito meglio, proprio dal punto di vista dell'esperienza, il significato di una frase di don Giussani che spesso ho citato anche io " a vuoto", come una formula e cioè che la verità di Cristo è data dal suo accadere qui e ora. E il suo accadere non è mai definito da ciò che ho in mente. Di sicuro Cristo non coincide con le mie nostalgie. E' importante, per me, che questo papa mi richiami sempre alla Sua carnalità, alla Sua presenza dove io neanche Lo vedrei, cioè, in questo tempo particolare, nel povero. Come è importante che mi richiami sempre al Suo mistero, per esempio di fronte al dramma della fatica e del dolore, che molto spesso si è portati a voler "risolvere" con delle formule cristiane. / Il rischio della fossilizzazione dell'incontro cristiano, della sua riduzione a formule e, inevitabilmente a spazi di potere da mantenere, è di sempre, ma in questo momento siamo più che mai sedotti da questa tentazione. Ed è provvidenziale che Pietro oggi ci richiami come la Chiesa sia una realtà dinamica, che cammina , sempre uguale nel cuore rivolto a Cristo, ma sempre inevitabilmente diversa, accanto agli uomini di ogni tornante storico. Forse e senza forse è sentirci richiamare questo dinamismo salvifico che ci fa orrore. Perchè se la Chiesa è movimento, inevitabilmente viene messa in discussione e giudicata la nostra staticità spirituale, spesso mascherata da difesa della Tradizione. (Cristina Ghezzi) 

3. Tra Venezia e Torino ho visitato circa 30 chiese,parrocchiali e non, parlando con i don,i frati,qualche monsignore e "fedeli"vari..Molte te chiese,ormai chiuse soprattutto per la scarsa o nulla partecipazione ancor piu' che per la scarsità di celebranti.E,sul piano della disponibilità all'aiuto fraterno ho avuto una grande delusione da Torino,città con una tradizione di volontariato vivissima un tempo...Basti quest'esempio:una signora,abitante in zona centrale di Torino,con anni di volontariato nel Duomo di Torino e durante le esposizioni della Sindone,è diventata cieca nel giro di 4/5 anni...ebbene non ha ancora trovato una persona che 1 ora alla settimana la possa accompagnare a fare una passeggiata....questo,nonostante segnalazioni,mie ripetute telefonate al suo parroco e ad associazioni varie......nulla da aggiungere ! (Sandra Sandri)

4. Carissimo Bruno,  il mio giorno è cominciato molto presto, perché il parroco è senza voce e mi ha chiesto di tenere la predica al suo posto. Ora vorrei, però, almeno dire una cosa. Il tuo testo non è solo tuo, anche se nasce dal tuo carisma personale, ma è un testo che rispecchia un percorso su cui siamo andati insieme; è frutto di un lavoro comune di anni. Di fronte a queste tue affermazioni, anche le persone attente a quello che diciamo fanno un passo indietro, le ritengono complicate o esagerate. Vero è che esse nascono da un attento ascolto di tante persone e realtà offline und online. Come ho detto nelle mie righe introduttive al tuo post che ho messo anche nel mio blog: se chi guida il Movimento non si confronterà seriamente su questo tipo di pensieri il Movimento non procederà in quella strada che va da Giussani passando per don Carrón fino al Papa. E tu confessi chiaramente la tua fedeltà a Pietro: certo nessuno è obbligato ad amare questo Papa, ma chi non gli rimane fedele, con il cuore, non fa il passo del tempo attuale che il Signore chiede alla Sua Chiesa. Una delle obiezioni che ci vengono fatte se parliamo di ciò che non quadra è che in vero chi guida il Movimento sa già tutte queste cose. Ma il vero problema è che guida senza un popolo fedele e cosciente non può far proprio un bel nulla. Chi guida deve seguire il popolo fedele, per piccolo che sia, e non solo viceversa. Nel tuo testo non si discredita per nulla l'esperienza dei Movimenti, come Adrienne non discreditava un santo facendolo confessare i suoi peccati. Grazie ed un abbraccio. Roberto

5. Mi trovo completamente con quanto scrive, con quanto scrive, Bruno. Aggiungo un pensiero 
E' vero che il problema non è Salvini ma è vero che le sue parole fanno come emergere le istanze che quelle parole stimolano (paura, razzismo, rabbia, intolleranza). Un po' come suonando una nota vibra per risonanza ciò che la stessa nota può suonare. Se le istanze non ci fossero non emergerebbero, come non emergerebbero se non fossero stimolate. Dico quindi che ci sono e che le parole di Salvini le fanno emergere. Non è vero che le creino. Quindi non dobbiamo sopravvalutare il fenomeno solo perchè ora è (più) visibile. Neppure sottovalutarlo.
Credo che sia giusto continuare a credere che ben altre note siano in grado di risuonare se ben stimolate. Perché nonostante tutto "quei piccoli fuochi dove lo Spirito riaccende la Speranza" continuano ad ardere qui e la con vigore. (Giovanni Breda) 
6
"Allora non si tratta di sperare di riempire nuovamente le chiese in una visione ancora organizzativa dell'azione pastorale. Si tratta invece di alimentare e seguire quei piccoli fuochi dove lo Spirito riaccende la Speranza. Per fare questo non servono sovrastrutture. Meno che mai servono sovrastrutture organizzative e culturali": questa pure è una sottolineatura importantissima, perché intercetta quello che a mio parere è ormai un dato di fatto: che cioè a noi cristiani - a qualunque livello - è estranea la logica evangelica del " piccolo seme". Siamo abituati a un'idea di Chiesa forte, incidente, di fatto " dominatrice" del mondo e delle coscienze. e il richiamo a questa povertà - la povertà assoluta dei primi, ricchi solo dello Spirito di Cristo - ci infastidisce, come fosse un dato estraneo alla " nostra" storia o un segno di resa davanti al mondo - che resta un'entità su cui, obbligatoriamente ci si dovrebbe imporsi, magari anche con l'aiuto del potere politico. Ma è ovvio che questo senso di "proprietà" del fatto cristiano sia disumanizzante: obbliga infatti a una interminabile logica contrappositiva con gli "altri"- gli altri che non sono " noi", per storia e per sensibilità - e dentro a questa disumanizzazione vanno persi, inevitabilmente, i fondamenti della fede, in primis la carità...Per questo, spesso, ci troviamo disumani - nel pensiero e nell'agire - né più né meno che gli accaniti sostenitori degli attuali uomini forti al potere... (Cristina Ghezzi)

7. "Come è stato possibile che negli ultimi 30 anni (circa) gli italiani, si siano così allontanati da una visione compassionevole dell'umanità? ". beh, ci hanno ossessivamente "educato" a percepire una superiorità morale - di stampo occidentale - nella quale le vittime del vampirismo dei paesi ricchi sono invece le colpevoli. In un editoriale letto solo poche ore fa si ribadiva proprio questo concetto, questa presunta " nostra" superiorità, stigmatizzando chi osa versare lacrime e farsi domande sulle creature che ogni giorno annegano in mare, fuggendo dai loro paesi tribolati. Siamo vittimisti, siamo apostati dalle radici cristiane, sono anni che veniamo martellati da questi mantra. In più, decenni di un benessere mai visto prima ci hanno resi orgogliosi e cinicamente possessivi, come se tutto quello che abbiamo costruito ci appartenesse di diritto - e chi non ce la fa si arrangi, perché in fondo è colpa sua, se il benessere se l'è lasciato sfuggire. Ieri una ragazzina di quattordici anni italiana ha vinto una medaglia d'argento nel nuoto, pochi anni fa una sua coetanea somala è annegata nel tentativo disperato di raggiungere un luogo, l'Europa, dove potere realizzare i suoi stessi sogni di gloria sportivi, lontana dal suo paese martoriato dalla guerra, dalla fame e dal fondamentalismo. Dovremmo essere umilmente grati per quanto abbiamo e perciò sentire pietà e volontà di condividere pane e opportunità - che non ci mancano - con queste persone. Invece da " cattolici" creiamo ghetti ideologici dove " noi" siamo bravi perché siamo riusciti e gli " altri" " loro", quelli che non ce l'hanno fatta, sono addirittura i colpevoli della loro condizione di miseria. (Cristina Ghezzi)

8. "Si tratta invece di alimentare e seguire quei piccoli fuochi dove lo Spirito riaccende la Speranza. Per fare questo non servono sovrastrutture". Condivido. La Chiesa cammina attraverso questi "piccoli fuochi". Tutto il resto, inclusi i movimenti, le iniziative culturali ecclesiali, persino le grandi opere caritatevoli ecclesiali posso diventare solo cenere da adorare o Ong, come ci ricorda il Papa. Ma "i piccoli fuochi" fanno luce nel buio, anche nel buio pesto. E l' umanità cerca disperata questa Luce. (Michela Sterpini). 



Nessun commento:

Posta un commento