Lipsia. Apro la mattina Facebook e mi appare questa frase che rivela solo la crisi profonda del mondo cattolico (non parlo di Chiesa, perché questo è un tema troppo complesso da affrontare in un blog, anche nel mio che è del tutto sui generis):
"Sono stupefatto di vedere che il buonismo di sinistra si limita all’accoglienza ma non si pone mai il problema delle cause. Perché ci sono oggi tanti migranti? Perché siriani e libici che fino all’intervento dell’Occidente godevano di un tenore di vita elevato, sono oggi profughi in terra straniera?"
Questa frase ovviamente non si pone neppure il "problema delle cause"non si pone neppure il problema di cosa sia una "causa". Nessuno lo pretende da un post di Facebook, solo un po' meno di arroganza nel giudizio sugli altri. Tanto più che la sinistra criticata con il suo "buonismo" è molto più vicina al mistero del dono dell'essere che il mondo cattolico "trumpiano".
C'è un aspetto della filosofia dell'essere come dono di Ferdinand Ulrich, filosofia che ho tentato in tantissimi post (frammenti) di presentare al pubblico italiano, che mi ha sempre colpito e che non è facile da spiegare. Egli parla del mistero del non essere causato dell'essere. E non dell'essere di Dio, ma dell'essere finito donato da Dio. Questo sembra contraddire l'idea di creazione. Il creare non è però "causare".
La bonitas del dono dell'essere è un mistero ultimo di gratuità che non si lascia spiegare con le categorie dell'homo faber e del causare. Il dono dell'essere è similitudo divinae bonitatis. Della bontà divina del Padre "che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni" e che noi dobbiamo seguire dice il Vangelo di Matteo: "Siate dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste". Si tratta della perfezione dell'Amore gratis.
Dio Padre non causa il Figlio ma lo genera e di questo Figlio generato dice Giovanni: "tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui non è stato fatto di tutto ciò che esiste" (πάντα δι’ αὐτοῦ ἐγένετο, καὶ χωρὶς αὐτοῦ ἐγένετο οὐδὲ ἕν. ὃ γέγονεν). Quello che la bibbia di Gerusalemme nella versione italiana traduce con "fatto" è in greco: "ἐγένετο". Nel verso quattordici del prologo quando Giovanni dice che il Verbo si è fatto carne appare di nuovo questo verbo: Καὶ ὁ λόγος σὰρξ ἐγένετο. Vi è quindi un'identità tra queste due azioni. Il mistero del dono dell'essere può essere compreso ovviamente non in un sistema di identità (Hegel) e neppure di "totale alterità" (Karl Barth), ma di analogia (Erich Przywara), che è più differenza che similitudine. Ma nel cuore del dono dell'essere vi è un mistero ultimo di gratuità (bonitas) che non è spiegabile con la categoria del causare. Come il Figlio non è stato causato e non è stata causato il suo essere diventato carne (σὰρξ ), così non è stato causato il dono dell'essere stesso. Questo è gratuita ultima. Per questo motivo la domanda riguarda le cause di qualcosa non è la dimensione ultima del dono dell'essere anche quello concreto della nostra esistenza storica. Un mondo cattolico che non sia più capace di testimoniare questo non può che suicidarsi e diventare così un tassello du quel mondiale progetto identitario (1) di cui parla il ministro della famiglia Fontana e che non ha nulla, assolutamente nulla in comune con l'idea di gratuità dell'amore o per usare il linguaggio di Tommaso della bonitas, che è il mistero ultimo dell'essere stesso.
I cristianisti vendono il mondo cattolico per un progetto che non ha nulla a che fare con la Catholica. Questo vale sia per il tema dei migranti, sia per il tema della famiglia. Ieri in un post ho accennato a questo problema e rinvio ad esso. Aggiungo solo questo aspetto. È innegabile che nella teologia di Hans Urs von Balthasar vi sia una certa "priorità dell'uomo sulla donna", la stessa che è testimoniata nel secondo racconto della creazione (cfr. Genesi 2, 4b e seguenti) Questa priorità non ha nulla a che fare con il "causare". Quando Dio crea la donna, l'uomo dorme e non causa un bel nulla. La priorità è una priorità di donazione di un mistero che non è dell'uomo. Quando io ho donato il mio seme a mia moglie, che tra l'altro non lo ha ricevuto in "passività", non sapevo nulla del mistero dei miei due figli. Le traduzioni giornalistiche di questi misteri con formule sociologiche riduttive che fanno pensare ad una dipendenza della donna dall'uomo non ha nulla a che fare con il mistero di Dio che è amore gratuito:
"Dio creò l'uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creo; maschio e femmina li creò" in assoluta "Wesensgleichheit" (uguaglianza di natura).
Con decisione il Santo Padre Francesco ha lottato e lotta contro quelle lobbies che distruggono e vogliono distruggere questa dimensione femminile e maschile della "creare", ma già della prima ora nel giudizio sugli omosessuali, non sulle lobbies che li usano, ha posto la domanda: "chi sono io per giudicare?" Qualora l'omosessualità fosse anche un "difetto" (Robert Spaemann) - parlare di peccato è omofobo - chi ha l'autorità di giudicare questo difetto, tanto più che vi sono concreti amori omosessuali che rispecchiano in modo molto più generoso che tanti amori eterosessuali il mistero dell'amore gratuito?
Credo che la Chiesa stessa (non solo il mondo cattolico) che ha visto il dilagare in essa della perversione della pedofilia e che sa come tante famiglie "naturali" sono luoghi di delusione e mancanza di libertà dovrebbe essere molto più umile nel giudicare il buonismo presunto degli altri.
Vi è solo una via per evitare il totale suicidio del mondo cattolico: ritornare nel cuore immacolato della Chiesa che è Maria, madre di tutti proprio perché ha saputo conversare in esso (il suo cuore immacolato di cui oggi è la memoria) anche ciò che non comprendeva:
"Al vederlo (Giuseppe e Maria vedono Cristo dodicenne nel tempio) restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo».
Ed egli rispose: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?».
Ma essi non compresero le sue parole.
Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore".
Nessuno può comprendere il mistero dell'amore gratuito che ci dona oggi quei migranti di cui parla il post iniziale. È chiaro che vi sono una serie di considerazioni da fare anche a livello di ministero dell'interno, di gestione delle guerre, etc. ma tutto ciò non toglie il fatto che non una gnosi delle cause, ma il mistero dell'amore gratuito può salvare ed ha salvato il mondo (anche quello cattolico).
Roberto, un piccolo amico di Gesù
(1) Sul mondiale progetto identitario bisognerebbe ovviamente distinguere ancora più precisamente. Per esempio il giornale del liberalismo tedesco (cfr. FAZ 9.6.18) ammira la coerenza di Sebastian Kurz nella sua lotta contro gli Imam sorretti dalla Turchia e l'editorialista Jasper von Altenbockum rammarica solo il fatto che si debba aspettare un governo conservatore di destra per fare ciò che sarebbe ovvio (insomma la cancelliera Merkel viene attaccata di non fare nulla e di contribuire ai problemi causati dal terrorismo, l'ultimo dei quali è l' uccisione della quattordicenne Susanna F.). Il secondo editoriale, die Daniel Deckers, attacca frontalmente il Santo Padre - Francesco a differenza di quanto pensa il grande regista tedesco Wim Wenders, che gli ha dedicato un film che sta uscendo in Germania, sarebbe un caotico populista autoritario come Trump (esempi: caos nel giudizio degli scandali in Cile, prima difende i vescovi e poi li attaccherebbe; caos nel rapporto con i vescovi tedeschi: un passo avanti e tre indietro sull'ecumene; caos nel concedere le interviste a Scalfari che poi lo costringerebbe a dire che esiste l'inferno: insomma il pontefice non contribuirebbe a risolvere il problema dell'autorità nella Chiesa, ma sarebbe parte del problema). La Faz sostiene una linea dura europea versus la Russia per cui la notizia che Trump vuole di nuovo un G8 con la Russia viene interpretata negativamente. Il nuovo premier italiano è solo un vassallo di Trump. Etc. La posizione che ho spiegato filosoficamente su questo post sarebbe ingenua ed in fatti anche Erdogan usa argomenti che piacciono ai "buonisti" come me.
Si tratta di un diario filosofico e teologico in cui ospito a volte anche la voce di amici o conoscenti che arricchiscono il mio pensiero e la mia vita
sabato 9 giugno 2018
venerdì 8 giugno 2018
Cosa succede se uno, come cattolico, pubblica un post con un link von Gayburg
Lipsia. Succede che i "cristianisti" o ti educano o ti insultano. All'idea che uno possa condividere un post, critico contro l'attuale ministro della famiglia Fontana, di cui non si condivide tutto o che forse uno potrebbe informarsi, senza arroganza, su quali siano i motivi per cui uno lo faccia, sembra difficile arrivarci. Poi ci sono anche le persone che ti stimano e che si scandalizzano (queste sono le persone con cui vorrei parlare con questo post).
Ci sono anche le persone della tua Fraternità, che appena ascoltano cosa dica il presidente della Fraternità stessa da anni sul tema, seguendo il fondatore don Giussani, ma conoscono direttamente o indirettamente, tutti i criteri di un Fontana o di Costanza Miriano e co. e che pensano che sei un caso perso o che ti mandano al diavolo o che danno dell'ateista massone, etc. Il tutto è abbastanza divertente, a parte le offese forti.
Sembra difficile far capire che l'entusiasmo per chi predica (come l'attuale ministro della famiglia in un video del 2017 che abbiamo messo dai Contadini), la difesa dalla minaccia islamica , dalla minaccia del relativismo, dalla minaccia del mercato dei profughi, etc... sia del tutto lontano da chi segue il Santo Padre; i temi di Fontana non sono i miei e non commuovono il mio cuore, anzi lo adombrano (1).
1. L'Islam è una religione con un miliardo e mezzo di aderenti, parlare di "invasione islamica" è un modo offensivo, come era offensivo il modo con cui Hitler parlava degli ebrei in "Mein Kampf". Suppongo che il ministro Fontana non abbia simpatia per Hitler, ma usa un vocabolario che presuppone l'identificazione di un nemico e lo identifica con la minaccia islamica. Le associazioni con altro ("Mein Kampf") non sono accidentali.
2. Io sono papà di due ragazzi, una ragazza e un ragazzo, ed ho una moglie e non un marito, ma non ho bisogno per difendere la mia esperienza famigliare di lottare contro un nemico, che lo è solo spesso nella mia testa. Credo che nella testimonianza della mia piccola famiglia (speso aperta a diverse forme di accoglienza) che agisce anche in ambito pubblico (scuola...) abbiamo la possibilità di offrire una presenza che davvero aiuti a superare quel calo di evidenze di cui parla da anni Don Carrón.
3. So per esperienza che avere una mamma ed un papà è una cosa molto importante per l'educazione dei figli e conosco tutte le argomentazioni di psicologi al riguardo, ma so anche che ci sono tantissime famiglie "naturali" che offrono un ambiente di dolore e conflittualità ai bambini e che il tentativo di sorreggerle richiederebbe una grande azione di caritativa. Mia moglie l'altro giorno mi ha detto: occupandomi di quel ragazzo o ragazza di una famiglia ricca faccio ogni giorno ore di caritativa. Questa crisi delle famiglie non è dovuta all'esistenza di coppie di omosessuali, ma da un individualismo nichilista che sta distruggendo le famiglie e quindi sarei un po' più cauto nel dire che due mamme non siano capaci di educare un bambino, anche se in forza della mia filosofia di diritto naturale non offrono la situazione migliore (ed anche se ritengo problematica la pratica dell'utero in affitto).
4. Il progetto identitario di cui parla il ministro Fontana porterà ad una delle guerre più feroci che l'umanità abbia mai visto perché si basa su concetti come Lepanto, che allora è stata certa una necessita, ma che oggi di fronte ad una comunità islamica di più di un miliardo di persone, è semplicemente un suicidio. Per il mio rapporto con l'Islam i miei maestri sono altri (cito solo il Padre Dall'Oglio che ha vissuto trent'anni in una comunità islamico e cristiana...).
Ci sarebbe ancora molto da dire, ma chi vuole comprendere comprenderà, anche solo con queste poche righe.
(1) Il giornalista Riccardo Cristiano, amico di Padre Dall'Oglio, esprime questa incomunicabilità: "Di tutta evidenza il problema prioritario dell’oggi è evangelizzare le culture, a partire da quelle cattolica e evangelicale. All’ecumenismo dell’odio si contrappone la pastorale teologica del vivere insieme. Ecco perchè tra persone alla Fontana e questo pontificato c’è solo incomunicabilità".
Ci sono anche le persone della tua Fraternità, che appena ascoltano cosa dica il presidente della Fraternità stessa da anni sul tema, seguendo il fondatore don Giussani, ma conoscono direttamente o indirettamente, tutti i criteri di un Fontana o di Costanza Miriano e co. e che pensano che sei un caso perso o che ti mandano al diavolo o che danno dell'ateista massone, etc. Il tutto è abbastanza divertente, a parte le offese forti.
Sembra difficile far capire che l'entusiasmo per chi predica (come l'attuale ministro della famiglia in un video del 2017 che abbiamo messo dai Contadini), la difesa dalla minaccia islamica , dalla minaccia del relativismo, dalla minaccia del mercato dei profughi, etc... sia del tutto lontano da chi segue il Santo Padre; i temi di Fontana non sono i miei e non commuovono il mio cuore, anzi lo adombrano (1).
1. L'Islam è una religione con un miliardo e mezzo di aderenti, parlare di "invasione islamica" è un modo offensivo, come era offensivo il modo con cui Hitler parlava degli ebrei in "Mein Kampf". Suppongo che il ministro Fontana non abbia simpatia per Hitler, ma usa un vocabolario che presuppone l'identificazione di un nemico e lo identifica con la minaccia islamica. Le associazioni con altro ("Mein Kampf") non sono accidentali.
2. Io sono papà di due ragazzi, una ragazza e un ragazzo, ed ho una moglie e non un marito, ma non ho bisogno per difendere la mia esperienza famigliare di lottare contro un nemico, che lo è solo spesso nella mia testa. Credo che nella testimonianza della mia piccola famiglia (speso aperta a diverse forme di accoglienza) che agisce anche in ambito pubblico (scuola...) abbiamo la possibilità di offrire una presenza che davvero aiuti a superare quel calo di evidenze di cui parla da anni Don Carrón.
3. So per esperienza che avere una mamma ed un papà è una cosa molto importante per l'educazione dei figli e conosco tutte le argomentazioni di psicologi al riguardo, ma so anche che ci sono tantissime famiglie "naturali" che offrono un ambiente di dolore e conflittualità ai bambini e che il tentativo di sorreggerle richiederebbe una grande azione di caritativa. Mia moglie l'altro giorno mi ha detto: occupandomi di quel ragazzo o ragazza di una famiglia ricca faccio ogni giorno ore di caritativa. Questa crisi delle famiglie non è dovuta all'esistenza di coppie di omosessuali, ma da un individualismo nichilista che sta distruggendo le famiglie e quindi sarei un po' più cauto nel dire che due mamme non siano capaci di educare un bambino, anche se in forza della mia filosofia di diritto naturale non offrono la situazione migliore (ed anche se ritengo problematica la pratica dell'utero in affitto).
4. Il progetto identitario di cui parla il ministro Fontana porterà ad una delle guerre più feroci che l'umanità abbia mai visto perché si basa su concetti come Lepanto, che allora è stata certa una necessita, ma che oggi di fronte ad una comunità islamica di più di un miliardo di persone, è semplicemente un suicidio. Per il mio rapporto con l'Islam i miei maestri sono altri (cito solo il Padre Dall'Oglio che ha vissuto trent'anni in una comunità islamico e cristiana...).
Ci sarebbe ancora molto da dire, ma chi vuole comprendere comprenderà, anche solo con queste poche righe.
(1) Il giornalista Riccardo Cristiano, amico di Padre Dall'Oglio, esprime questa incomunicabilità: "Di tutta evidenza il problema prioritario dell’oggi è evangelizzare le culture, a partire da quelle cattolica e evangelicale. All’ecumenismo dell’odio si contrappone la pastorale teologica del vivere insieme. Ecco perchè tra persone alla Fontana e questo pontificato c’è solo incomunicabilità".
martedì 5 giugno 2018
Le banche, la Germania e lo spirito del capitalismo - riflessioni di un filosofo non esperto
Negli ultimi giorni in dialoghi con esperti e nella lettura di pagine di economia e finanza mi sono nati questi pensieri...
1. Una delle cose che si sentono dire è che la Germania si sarebbe arricchita con l'Euro. Questo è in parte vero. Il motivo sembra essere l'export. Se ci fosse ancora il marco tedesco questo sarebbe probabilmente più forte della Lira e ciò non sarebbe cosa buona per l'export tedesco. Allo stesso tempo si deve però anche dire che si può esportare solamente cose che il pubblico ritiene prodotti buoni. Se italiani comprano più BMW che FIAT potrebbe anche darsi che ciò abbia a che fare con il fatto che ritengono il prodotto tedesco migliore o sbaglio? Cosa impedisce una ditta italiana di fare le cose in modo tale che esse siano una reale concorrenza ai prodotti tedeschi?
2. La proposta di Macron di fare dei titoli europei invece che nazionali significherebbe probabilmente che la Germania dovrà assumersi indebitamenti non suoi; per fare un tale passo non è di grande aiuto dare del nazista a tutti i tedeschi, tanto più che non solo le banche italiane ma anche quelle tedesche e in modo particolare la banca nazionale tedesca si trova in una grande crisi. In genere ci si dovrebbe porre la domanda se vi sia un etica dell'atteggiamento economico. Io credo di si, non credo che le leggi economiche di per sé, cioè lasciate libere di realizzarsi, generino un comportamene etico, perché solo l'uomo può agire moralmente o meno. Credo che a livello reciproco nessuna nazione possa dire di sé di agire in modo altruistico e quindi dare delle colpe unilaterali non serve al dialogo tra i popoli.
2. Tra i due criteri di Maastricht c'è la regolazione di un certo livello di indebitamento. In vero qui tutti hanno infranto la regola, anche la Germania nell'anno in cui il cancelliere Schröder è stato rieletto per la seconda volta.
3. Per quanto riguarda il "salvataggio" della Grecia questo sembra essere opera della politica monetaria della Banca centrale europea. Per quanto riguarda la Germania accusarla di aver profittato in modo nazista della bancarotta greca mi sembra ingiusto. Qui si scontrano due concezione di filosofia del bilancio. La Germania (più precisamente chi la governa) ritiene o ha ritenuto che non si debba spendere di più di ciò che si ha.
4. Una domanda che mi sono posto è come mai la Germania sia o almeno dia la sensazione di essere economicamente più forte? Questo è tra l'altro il motivo per cui le persone preferiscono titoli tedeschi. Lo spread è solamente l'indicatore della differenza tra i titoli tedeschi e italiani e come ha spiegato un commentatore economico italiano non è la causa dei problemi di indebitamento dell'Italia. Secondo lui l'Italia si indebiterebbe sempre di più perché sarebbe legata da regolamenti più rigidi nell'uso dei titoli della Germania e quindi diverrebbe sempre più povera. Io non so se esista una risposta unica alla domanda che ho posto qui nel numero 4, ma è certamente segno di immaturità pensare che la colpa del proprio impoverimento sono solo "gli altri" (la Germania, l'Europa).
5. Se si assolutizza il criterio nazionalista, cioè secondo Rousseau un criterio di "egoismo collettivo", allora si dovrà dire chi è senza peccato scagli la prima pietra. E credo che se si fosse onesti con se stessi ciò creerebbe una grande silenzio intorno a noi.
6. Credo che la proposta del Papa di vedere nell'Europa uno "stato continente" da gestire in modo non sferico, ma poliedrico, sia l'unica via di uscita dalla crisi. Se al cento della sfera si mette la Germania o l'Italia o... non si risolveranno mai i problemi, ma li si ingigantiscono. Sarebbe meglio vedere anche l'Europa come un poliedro in cui vi sono punti diversi che tengono e delimitano l'unita della casa europea. I tre membri fondatori sono certamente i punti più importanti, ma non si dovranno dimenticare gli altri. Il pensiero sferico è quello per esempio in Germania dalla AfD, cioè di un movimento che pensa vi sia un'alternativa per la Germania.
7. Non l'altruismo ma una reale considerazione dell'altro come una chance anche per me, permetterà, nelle diverse dimensioni politiche, giuridiche ed economiche, di arrivare ad un dialogo che salverà realmente la nostra casa comune europea, in cui solidarietà e sussidiarietà dovranno esser tra i valori indiscutibili. Insomma l'Europa potrà solamente salvarsi come casa comune e plurale se riuscirà a superare lo spirito del capitalismo come criterio ultimo di azione.
lunedì 4 giugno 2018
Una lettera sul sul viaggio, sulla famiglia e sull'immortalità - in dialogo con Omero, Tolkien e Le Guin
Liebe (...),
ho letto con attenzione la tua conferenza che mi ha mandato Tuo padre sull'Odissea. Mi ha impressionato molto ciò che dici anche perché esprimi alcune cose su cui penso da molto tempo. Si tratta del primo passo della cultura occidentale, che tu presenti senza cadute „identitarie“, ma allo stesso tempo con la coscienza che in esso si trova un primo fondamento della cultura occidentale. Sottolineo alcune tue idee, in cui vedo un filo Rosso da Omero fino a Tolkien e fino alla Ursula K. Leguin.
1. In primo luogo il tema del viaggio. Da Itaca ad Itaca, come sottolinei. Nel „Signore degli anelli“ si tratta anche di un viaggio: non per trovare o ritrovare qualcosa o qualcuno, ma per distruggere l’anello del potere che è già in possesso di Frodo. Comunque sempre di un viaggio si tratta; sembra che senza un viaggio non si possa trovare la propria identità. La Le Guin (la Saga di Terramare che la Mondadori ha pubblicato in un unico volume di 1.500 pagine: si tratta di sei volumi) presenta molti viaggi, ma il tema che la interessa è la distruzione del potere: la sacerdotessa somma Tenar e l’arcimago Ged rinunciano al proprio potere per „custodire la casa". Il viaggio circolare da Itaca ad Itaca non presenta forse il tema della distruzione del potere, ma il giungere in quella patria che sola può essere risposta all’esigenza del cuore. Vedo qui un’analogia con il Vangelo di Giovanni che presenta la vita di Gesù come movimento dal Padre al Padre.
2. Nostalgia della famiglia come luogo in cui vi è intelligenza, accortezza e pazienza. Questo è uno dei due grandi tema della Le Guin: il rapporto tra Tenar e Ged è un reale „custodire la casa“, una casa che sa accogliere anche alla figura del vento e del fuoco, la figlia adottiva, donna e drago, Tehanu. Una casa che è in primo luogo dialogo intimo tra l’uomo e la donna.
3, La critica dell’idea di immortalità come produzione. Calipso può donare solo un’"immortalità senza tempo“ (Giulia) come quella prodotta dai maghi nella Saga della Le Guin. Una sottrazione „al proprio destino, alla vecchiaia, alla morte“, insomma all’esistenza storica, con il suo compito reale. Per Ulisse quello „delle abilità pratiche, dell’eloquenza, della capacità di persuadere e guidare gli uomini“. La vita eterna che dona Gesù non può essere „ ostruita", ma appunto è donata come inveramento e distacco dall’esistenza storica. Quella dimensione che Le Guin esprime con Tehanu, che ama i suoi, ma che al momento giusto conosce quel forte „disinteressamento per la terra“, senza la quale non si pò né davvero morire né davvero risorgere.
Grazie, Tuo, con affetto Roberto
domenica 3 giugno 2018
Una parola chiara sulla chiesa e il potere - per una rinuncia del potere
Lipsia. Leggendo la "saga di Terramare" di Ursula K. Le Guin mi sono confrontato a lungo con il tema della rinuncia al Potere. La storia è semplice: la somma sacerdotessa Tenar e l'arcimago Ged rinunciano nel corso dei cinque volumi della saga al loro potere (c'é anche un sesto volume di piccole storie che non ho ancora letto). Le Guin si muove in un dialogo interiore molto intenso con Tolkien senza esserne l'epigono.
Le Guin scrive come solo una donna è capace a scrivere e già per questo non è l'epigono di Tolkien.
Il "fabula docet" è anche semplice da raccontare: come in Tolkien si tratta anche nella Le Guin della rinuncia del potere, per "custodire la casa". Tenar e Ged non vogliono il potere, ma custodire la casa, in un mondo in cui non vi è più casa. In tensione su questa parte del messaggio vi è l'altra dimensione, quella incarnata da Tehanu, la loro figlia spirituale, drago: "il disinteressamento per la terra". Tra questi due poli in tensione si muove il grande tema della "vita eterna" come produzione magica che distrugge l'equilibro del mondo (parlare seriamente di questo tema supera l'intenzione di questo post).
Mentre leggevo questa saga in Italia si compiva un passaggio di potere - sembra che il 75% della popolazione ital iana sostanga questo passaggio di potere (dato dell'Istituto Piepoli - che entusiasma anche molti cattolici. Salvini stesso come ministro dell'interno si da - quando non parla in piazza - più conciliante, ma è chiaro che la Chiesa che interessa a lui, non è quella che interessa a me.
Non è che Papa Francesco sia una novità assoluta nei confronti dei suoi successori, ma ha un suo carisma speciale, quello di mettere in moto un veritiero discernimento degli spiriti. Così scopro che tante persone che apprezzavo nel passato in vero rappresentavano una Chiesa del Potere che logora chi non c'é l'ha, come si espresse Andreotti con le Brigate Rosse. In fondo scopro che il Vangelo per quasi nessuno è il criterio ultimo del proprio agire. Aver famigliarità con Gesù non è possibile senza avere famigliarità con il Vangelo.
L'entusiasmo per il nuovo potere in Italia - diversa da una sobria accettazione del fatto che è per l'appunto il nuovo potere voluto dalla maggioranza degli italiani - è talmente in contrasto con ciò che sento che mi spinge a scrivere queste righe. Dall'Odissea a Tolkien /Le Guin c'é un filo rosso che si potrebbe davvero riassumere con le parole di una giovane professoressa romana, Giulia Brunelli, come "nostalgia della famiglia" o con il "custodire la casa" di cui parlavo. Non una custodia identitaria contro gli altri ma nel nome di un reale custodia della casa in tensione con quel "disinteressamento per la terra" con cui sarà bene affrontare la morte.
C'è una stupidità ultima come "giudizio immediato", come non "considerazione di tutti i fattori" (Don Giussani riassunto dal mio amico Bruno Brunelli) che crede che si possa usare l'anello del potere per risolvere i problemi, mentre questo non può che essere distrutto, per davvero custodire la casa e per aver al momento opportuno quel desiderio del vento e del fuoco che è disinteressamento per questa terra.
Il giudizio stupido o imbecille cerca sempre un capro espiatorio che varia dal comunismo, ai massoni alla Germania e sostituisce l'unico avvenimento che è degno di essere chiamato un fatto - Cristo - con tanti fatti che sono solo interpretazioni del reale e che non diventato fatti solo perché nella rete li ripetono in tanti. Hannah Arendt conosceva bene il problema dei fatti interpretati dagli esperti di turno che il non esperto può solamente, dopo aver ascoltato entrambi, giudicare con la propria intuizione. È una forma della stupidità scambiare interpretazioni per fatti.
Mi si lasci dire una parola sulla Germania in cui vivo da 28 anni e che pochi conoscono così bene come me. Il problema non è per nulla che la Merkel agisca come una nazista, anzi è una grande statista che nella crisi siriana ha fatto ciò che è prima facie del tutto contrario ai propri interessi e cioè accolto una valanga di siriani, perché al momento non era possibile, se si vuole essere umani, fare altro. Ha cercato insomma di custodire la casa. Figlia di un pastore luterano dell'est della Germania Merkel non ha nulla di ciò che certi ambiti cattolici intendono con la parola "protestante". Un mio amico, pastore luterano dell'est, mi ha detto una volta, che lui non si sente protestante, ma per l'appunto un luterano evangelico. Quasi tutti gli interventi che sento sul protestantesimo, anche da parte di vescovi italiani, non sono solo ridicoli, ma di un'ignoranza spaventosa.
Nel dibattito politico europeo si può ovviamente dissertare sul ruolo della banca tedesca, su quella europea, etc. ma se non si vuole fare la figura dell'imbecille si dovrà essere molto cauti nei giudizi.
Il cristiano autentico lo può (essere cauto) perché non ha fatti da difendere. L'unico fatto che sia per lui importante è quello di Cristo, che non ha mai difeso la propria divinità come un tesoro identitario da non perdere come non si perde un tesoro geloso, ma ha assunto la forma del servo.
Con questa "forma di servizio" e di "rinuncia del potere" giudico tutto, anche il nuovo governo, anche la doppia strategia di Salvini (ufficio e piazza) ed anche i suoi rapporti con uomini di Chiesa.
Sono ancora stanco del viaggio e chiedo scusa per la non ordinata presentazione dei miei pensieri.
Cristo è la figura ultima del cristianesimo e lo è nella rinuncia del suo Potere!
Le Guin scrive come solo una donna è capace a scrivere e già per questo non è l'epigono di Tolkien.
Il "fabula docet" è anche semplice da raccontare: come in Tolkien si tratta anche nella Le Guin della rinuncia del potere, per "custodire la casa". Tenar e Ged non vogliono il potere, ma custodire la casa, in un mondo in cui non vi è più casa. In tensione su questa parte del messaggio vi è l'altra dimensione, quella incarnata da Tehanu, la loro figlia spirituale, drago: "il disinteressamento per la terra". Tra questi due poli in tensione si muove il grande tema della "vita eterna" come produzione magica che distrugge l'equilibro del mondo (parlare seriamente di questo tema supera l'intenzione di questo post).
Mentre leggevo questa saga in Italia si compiva un passaggio di potere - sembra che il 75% della popolazione ital iana sostanga questo passaggio di potere (dato dell'Istituto Piepoli - che entusiasma anche molti cattolici. Salvini stesso come ministro dell'interno si da - quando non parla in piazza - più conciliante, ma è chiaro che la Chiesa che interessa a lui, non è quella che interessa a me.
Non è che Papa Francesco sia una novità assoluta nei confronti dei suoi successori, ma ha un suo carisma speciale, quello di mettere in moto un veritiero discernimento degli spiriti. Così scopro che tante persone che apprezzavo nel passato in vero rappresentavano una Chiesa del Potere che logora chi non c'é l'ha, come si espresse Andreotti con le Brigate Rosse. In fondo scopro che il Vangelo per quasi nessuno è il criterio ultimo del proprio agire. Aver famigliarità con Gesù non è possibile senza avere famigliarità con il Vangelo.
L'entusiasmo per il nuovo potere in Italia - diversa da una sobria accettazione del fatto che è per l'appunto il nuovo potere voluto dalla maggioranza degli italiani - è talmente in contrasto con ciò che sento che mi spinge a scrivere queste righe. Dall'Odissea a Tolkien /Le Guin c'é un filo rosso che si potrebbe davvero riassumere con le parole di una giovane professoressa romana, Giulia Brunelli, come "nostalgia della famiglia" o con il "custodire la casa" di cui parlavo. Non una custodia identitaria contro gli altri ma nel nome di un reale custodia della casa in tensione con quel "disinteressamento per la terra" con cui sarà bene affrontare la morte.
C'è una stupidità ultima come "giudizio immediato", come non "considerazione di tutti i fattori" (Don Giussani riassunto dal mio amico Bruno Brunelli) che crede che si possa usare l'anello del potere per risolvere i problemi, mentre questo non può che essere distrutto, per davvero custodire la casa e per aver al momento opportuno quel desiderio del vento e del fuoco che è disinteressamento per questa terra.
Il giudizio stupido o imbecille cerca sempre un capro espiatorio che varia dal comunismo, ai massoni alla Germania e sostituisce l'unico avvenimento che è degno di essere chiamato un fatto - Cristo - con tanti fatti che sono solo interpretazioni del reale e che non diventato fatti solo perché nella rete li ripetono in tanti. Hannah Arendt conosceva bene il problema dei fatti interpretati dagli esperti di turno che il non esperto può solamente, dopo aver ascoltato entrambi, giudicare con la propria intuizione. È una forma della stupidità scambiare interpretazioni per fatti.
Mi si lasci dire una parola sulla Germania in cui vivo da 28 anni e che pochi conoscono così bene come me. Il problema non è per nulla che la Merkel agisca come una nazista, anzi è una grande statista che nella crisi siriana ha fatto ciò che è prima facie del tutto contrario ai propri interessi e cioè accolto una valanga di siriani, perché al momento non era possibile, se si vuole essere umani, fare altro. Ha cercato insomma di custodire la casa. Figlia di un pastore luterano dell'est della Germania Merkel non ha nulla di ciò che certi ambiti cattolici intendono con la parola "protestante". Un mio amico, pastore luterano dell'est, mi ha detto una volta, che lui non si sente protestante, ma per l'appunto un luterano evangelico. Quasi tutti gli interventi che sento sul protestantesimo, anche da parte di vescovi italiani, non sono solo ridicoli, ma di un'ignoranza spaventosa.
Nel dibattito politico europeo si può ovviamente dissertare sul ruolo della banca tedesca, su quella europea, etc. ma se non si vuole fare la figura dell'imbecille si dovrà essere molto cauti nei giudizi.
Il cristiano autentico lo può (essere cauto) perché non ha fatti da difendere. L'unico fatto che sia per lui importante è quello di Cristo, che non ha mai difeso la propria divinità come un tesoro identitario da non perdere come non si perde un tesoro geloso, ma ha assunto la forma del servo.
Con questa "forma di servizio" e di "rinuncia del potere" giudico tutto, anche il nuovo governo, anche la doppia strategia di Salvini (ufficio e piazza) ed anche i suoi rapporti con uomini di Chiesa.
Sono ancora stanco del viaggio e chiedo scusa per la non ordinata presentazione dei miei pensieri.
Cristo è la figura ultima del cristianesimo e lo è nella rinuncia del suo Potere!
giovedì 31 maggio 2018
Sulla regolazione delle nascite come momento della teologia dei sessi di Adrienne (con una nota su Ursula K. Le Guin)
Nel numero 2168 di "Cielo e Terra" Adrienne prende posizione sul tema in modo molto preciso. Stiamo scrivendo l'anno 1952. In una nota Balthasar ci rende attenti alla data dicendo che allora non si parlava del tema dell'esplosione demografica del mondo, ma sottolinea che il punto di vista di Adrienne era "categorico"...
Questo è il punto "categorico" sottolineato da Adrienne: "Rimane semplicemente vero che il matrimonio cattolico come sacramento esige il dono incontrollato e reciproco degli sposi, se vuole essere immagine dell'amore di Cristo e della Chiesa, che è del tutto gratuito. Se i giovani sposi hanno rapporti solamente secondo il metodo della regolazione delle nascite, mutilano il significato proprio del sacramento e si allontanano dalla vita della Chiesa (1)" (Adrienne, 1952).
Questo suppone ovviamente che la vita della Chiesa sia vergine e ricolma di amore gratuito. Nel suo cuore ultimo questo è certamente vero, perché il cuore della Chiesa è Maria che è amore gratuito e vergine e materno. Scrivendo l'anno 2018 non possiamo però dimenticare l'esistenza storica che ci è data da vivere e che presenta anche l'aspetto "meretrix" della chiesa. La casta meretrix viene rivelata nella nostra esistenza storica veramente anche come "meretrice". Questo non può non avere influenza sulla teologia dei sessi.
La prostituzione e la pornografia fanno parte della nostra epoca trasparente. Questo invero rende ancora più importante l'insistenza di Adrienne sull'
importanza dei figli. Il sesso ha certamente anche questo "scopo" e nel caos della nostra società trasparente, liquida e decadente i figli ci ricordano già solo con la loro presenza la dimensione del "per sempre" dell'amore gratuito.
importanza dei figli. Il sesso ha certamente anche questo "scopo" e nel caos della nostra società trasparente, liquida e decadente i figli ci ricordano già solo con la loro presenza la dimensione del "per sempre" dell'amore gratuito.
La nostra epoca decadente deve riflettere in modo particolare su questa frase: "Ogni egoismo a due ha la tendenza di diventare molto presto l'egoismo della persona singola".
Allo stesso tempo mi sembra molto importante avere anche degli approcci al tema di un filosofia e teologia dei sessi che non siano solo quello teologico. Non posso negare a priori che per esempio forme aperte di fedeltà forse permettono una fedeltà più serena che forme chiuse, anche se non mi sembra che possano essere giustificate teologicamente. Rimane il fatto che la nostra esistenza storica ci grida domande che non possiamo non tacere: la fecondità solamente in Cristo, cioè vergine, è necessariamente legata all'idea di sacerdozio? Non sono spesso forme monogamiche chiuse luoghi in cui per esempio una donna viene sfruttata dalla dominanza dell'uomo per tutta una vita, etc. In questo io non sono "categorico" come Adrienne, tanto meno lo sono nella difesa del divieto dei rapporti prematrimoniali, anche se chiedo con sincerità di non dire queste cose per legittimare un mio possibile peccato. Lo dico per non chiudere la porta a tanti giovani che non vivono come consiglia la Chiesa, ma che allo stesso tempo sono responsabili, fedeli e desiderosi di amore gratuito.
Ursula K. Le Guin nella sua "Saga di Terramare" offre uno schizzo letterario grandioso per una teologia e una filosofia dei sessi. In primo luogo parlando dell'importanza primaria di "custodire la casa" e della sottolineatura di un altro scopo del sesso (non sottolineo qui questa dimensione ma mi sembra decisiva proprio in forza della nostra esistenza storica): quello del conoscersi degli amanti. Un sesso che non è diverso dal parlare insieme, ma un suo approfondimento singolare. Allo stesso tempo con la figura della figlia drago Tehanu Ursula sottolinea anche l'altra dimensione - al di là del custodire la casa - e cioè quella di "non voler avere più a che fare con la terra".
Mentre Adrienne sottolinea teologicamente con ragione che il matrimonio cattolico è immagine dell'amore gratuito tra Cristo e la Chiesa, Ursula ci offre un presupposto perché il discorso teologico non diventi solo una "forzatura sacerdotale". Credo che ci si possa concentrare su questo elemento del "custodire la casa" come una dimensione a cui richiamare tutti gli uomini di buona volontà. Senza questa dimensione "antropologica", quella teologica corre il rischio di diventare solamente, come detto una "forzatura sacerdotale" che non può che spaventare gli uomini.
(1) È interessante notare che se una giovane famiglia prende sul serio questo intento della Chiesa, verrà accusata dagli adulti di agire in modo responsabile, mentre invece agisce in modo santo.
PS Seguendo l'argomentazione di Adrienne e cioè che la regolazione delle nascite impedisce la gratuità dell'amore non vedo per nulla quale sia la differenza tra una regolazione tecnica (pillola, preservativo...) ed una naturale (che si basa però anche su una techne: misurare la febbre, etc.). Entrambe se esclusive impediscono la gratuita di un dono radicale di sé. Infine anche l'argomentazione che non si deve perdere di vista nessuno degli scopi del sesso bisogna dire che a secondo del momento storico e personale ci può essere una accentuazione dello scopo di generazione di un figlio o di generazione di un discorso spirituale e corporeo. E quindi si dovrà tener conto di ritrovare un equilibrio, in una direzione o in un'altra.
martedì 29 maggio 2018
Sulla semplicità del cristiano
"Cristo sia cibo all'anima
la fede ognor ci abbeveri,
lieti gustiam la sobria
ebrezza dello Spirito" (Lodi del mercoledì, piccolo breviario di CL).
Yerevan. Negli ultimi giorni due intenzioni di preghiera, quella di Adrienne di lasciarsi invadere dal Suo (del Padre) mondo di preghiera in modo che tutto parli di Lui (lei faceva il paragone con il male) e quella di Don Carrón, "nostro compagno di cammino", di farci donare dalla Madonna la semplicità dello sguardo, guardando ogni persona, mi hanno colpito profondamente.
Ieri una ragazza che è qui con me in Armenia era un po' triste perché aveva visto tanti cani malati - avessi io questo sguardo di compassione sui cani e sugli altri, sugli altri compagni di cammino, su tutti.
Dal mio grande maestro, Von Balthasar, ho imparato anche l'arte dell'ironia, così a volte forse esagero. Una volta de Lubac fece una proposta di conciliazione tra Rahner e Balthasar sulla questione del "cristianesimo anonimo" e il padre Balthasar la accolse subito. Sapeva obbedire, in modo particolare se glielo chiedeva un'amico.
Quando ieri una persona mi ha fatto notare (nel gruppo dei "Contadini di Peguy") che avevo esagerato con la mia ironia contro un sacerdote ho chiesto immediatamente scusa. Anche se questo sacerdote dovrebbe a sua volta chiedere scusa a tanti.
Ho chiesto scusa perché il mio cuore spesso dipende dalla carne intesa nel senso di Rom 8, 9 ("Voi, però, non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito...): il mio cuore non è sempre casto ed umile, così cerco di prendere sul serio una "correzione fraterna", quando lo è davvero.
Noli tutti dobbiamo ritrovare la semplicità che ci fa cercare anche ciò che abbiamo trovato, in modo da farci trovare di nuovo da Colui che è Amore gratis.
Che i nostri maestri non siano "quei politici arroganti, sprezzanti la nostra storia" (fratello Bianchi), ma le persone che ci invitano ad un dialogo con tutti, come ha fatto don Carrón nel suo saluto ai partecipanti del pellegrinaggio in Italia:
"Tra di voi ci sono tanti che hanno già incontrato il Volto che cercavano, ma non si sono fermati, infatti continuano a cercarLo per vivere una familiarità sempre più profonda con Gesù. È questo che ci fa guardare chiunque incontriamo come compagno di strada. Diceva don Giussani: «La grandezza della fede cristiana, senza nessun paragone con qualsiasi altra posizione, è questa: Cristo ha risposto alla domanda umana. Perciò hanno un destino comune chi accetta la fede e la vive e chi, non avendo la fede, si annega dentro la domanda, si dispera nella domanda, soffre nella domanda». Perciò il pellegrinaggio è una grande occasione di testimonianza per quanti arrivano".
Roberto, un piccolo amico di Gesù
PS Qualche tempo fa avevo dato dell'imbecille ad un vescovo, chiedo scusa anche di questo, del mio eccesso di ironia mordente.
Iscriviti a:
Post (Atom)