"Warum müssen wir wieder hinab- und hinaufgeschleudert werden durch alle entsetzliche Abgründen menschlicher Schuld und schwindelnden Höhen göttlicher Erbarmen?" (Przywara, 1923) - in Dialog mit Pater Erich Przywara SJ
Ein Zyklus kennen auch die Menschen in unsrer säkularisierten Welt, wenn es auch in einer Stadt vielleicht weniger: das kreisende Jahr.
Dieses irdisches kreisendes Jahr hat die christliche Liturgie sich immer zunutze gemacht: "denn das kreisende Jahr lässt nach des Winters Frost und Nacht den Frühling die Erde für Ostern bereiten".
Und dennoch bleibt die Frage des Jesuiten Paters Przywara wichtig: "Warum müssen wir wieder hinab- und hinaufgeschleudert werden durch alle entsetzliche Abgründen menschlicher Schuld und schwindelnden Höhen göttlicher Erbarmen?"
Der Mensch strebt nach "Ruhe", auch wenn diese auch in der Form der "Leere" zu ihm kommen kann.
"Denn das scheint ein Gesetz menschlichen Lebens zu sein, dass seine dunkle Nächte der Schuld und des Leidens nicht lebendig in der Erinnerung bleiben dürfen, dass dem schwachen Menschen im allgemeinen nur die Kraft gegeben ist, das gerade eintretende Leiden, die gerade eintretende Qual der Schuld zu überstehen und zu überwinden in neues Leben, - dass er aber langsam hinsiechen müßte , wenn sein Tag immer überschattet wäre von der eben durchlittene Nacht" (Przywara)
Die Fastenzeit und die Passion Zeit der Christen konfrontieren uns mit Abgründen. Kreuz, Tod und Hinabstieg in die Hölle und dann Auferstehung (Osterzeit). Es ist nicht zu viel Abgrund und zu viel Höhe für einen Menschen, der in seiner Schwachheit noch gerade - wenn er nicht zerbricht - in der Lage ist die gerade gegenwärtige Nacht durchzustehen?
Kann eine solche Zeit mit solchen Abgründen "das ruhige Gleichmass des Friedens", das wir zutiefst wünschen geben? Wäre es nicht besser sich mit dem Kreisen der Natur zu begnügen? Und sind wir überhaupt aufrichtig wenn uns in diesem zu viel Abgrund und zu viel Höhe einlassen?
Und dann zum Schluss das Halleluja der Auferstehung. Ist es nicht zuviel angesichts eines Sarges, der in der Erde runtergelassen wird mit dem sterblichen Rest eines jungen Menschen angesichts der Augen der eigenen Eltern?
Wäre nicht besser auch uns Christmenschen in "der tiefen Stille des Karsamstags" zu lassen?
Auch nach viel Leid kommt eine Leere, wenn nicht eine Ruhe zustande. Sollte man sich nicht begnügen damit?
Ja und Nein, da wir Menschen zur Licht streben: "Und die Wahrheit in uns besteht darin, das Licht immer mehr aufzunehmen und dadurch die Taten des Lichtes geschehen zu lassen, das Weichen der Finsternis in uns zu erlauben" (Adrienne von Speyr).
Das Kirchenjahr ist nicht primär Psychologie, sondern Erziehung und bei der Erziehung geht es auch um Dinge, die wir nicht emotional und unmittelbar spüren. Wir werden erzogen Licht aufzunehmen und Finsternis weichen zu lassen. Allein es gibt keine Erziehung ohne einen "Lehrer" - für die Christen ist Christus, der Gottmensch! Seine Abgründe und Höhe bringen Licht für Milliarden von Menschen in tausenden von Jahren - es geht nicht nur um unsere Seele.
Und dennoch auch um sie! Da auch der einzelne Mensch Abgrund ist und eine Frage nach einer endgültigen Rettung.
Si tratta di un diario filosofico e teologico in cui ospito a volte anche la voce di amici o conoscenti che arricchiscono il mio pensiero e la mia vita
lunedì 19 febbraio 2018
sabato 17 febbraio 2018
Basta ricominciare a ricostruire villaggi in un mondo globale? - in dialogo con Pankaj Mishra (Tracce, Febbraio 2018)
Basta ricominciare a ricostruire villaggi in un mondo globale? - in dialogo con Pankaj Mishra (Tracce, Febbraio 2018)
Ho letto in Tracce la geniale intervista con il filosofo di origine indiana, autore del libro "L'eta della rabbia", Pankaj Mishra. Si tratta di una critica della modernità a partire da Voltaire e Rousseau.
Egli capisce che "gli essere umani seguono chi sa evocare le forze che muovono nel loro profondo". La soluzione al dramma della modernità rabbiosa, che non può non piacere a noi di Comunione e Liberazione, suona: "ricostruire delle comunità reali". Poi parla della sua esperienza e dice: "bisogna ricominciare a ricostruire villaggi, in un mondo globale".
Io non credo che basti ripetere queste frasi per ricostruire un villaggio, né una comunità reale. Credo che ci sia bisogno anche in una comunità reale di uomini che vivono il mistero dell'amore gratis come fuoco di un "momento profetico" che spiazza la comunità o il villaggio stesso.
Se penso all'ultima lettera di don Carrón dopo la visita al Papa, mi sento guidato da una autorità reale, che è proprio come la desidero. Ma non basta ripetere ciò che dice l'autorità. Anche quella più vera, senza un momento di profezia personale e comunitaria, diventa "formale".
L'esperimento che abbiamo chiamato i "Contadini di Peguy" (gruppo in Facebook) si intende proprio come un "momento profetico di amore gratuito", debole quanto si voglia, ma che proprio con la sua debolezza grida il desiderio della presenza dell'origine, del Logos universale e concreto che solo può salvare il mondo, non per esclusione degli altri, ma per integrazioni in un "saper vivere insieme" (Riccardo Cristiano).
Ci si può sbagliare, perché siamo uomini e non riusciamo a rimodellare le nostre idee a confronto con la realtà (cfr. Papa Francesco) in modo completo, ma senza questi momenti profetici, di cui l'autorità dovrebbe avere cura come perle preziose, anche il villaggio più buono non guiderà i suoi, ma li lascerà nel buio di quel nichilismo più nero che Pankaj Mishra o Oliver Roy hanno compreso.
Cosa è l'amore gratis? La capacità donata per grazia di riconoscere un uomo con il cuore ferito. E cercare rapporti tra cuori feriti, perché "inquietum est cor nostrum, donec riquiescat in Te!
giovedì 15 febbraio 2018
Come servire ed amare nostro Signore Gesù Cristo? - in dialogo con il beato Petrus Faber (pensieri per la quaresima)
Come servire ed amare nostro Signore Gesù Cristo? - in dialogo con il beato Petrus Faber
Il beato ignaziano ci ricorda alcuni "presupposti per servire Gesù.
1. Competenza e volontà in questo servizio. Ma aggiunge immediatamente che dobbiamo chiedere alle tre persone divine di regalarci questa competenza e volontà. Certo c'è anche il nostro "lavoro", ma si tratta di un dono del Dio trinitario.
2. Il secondo presupposto è l'umiltà, che è l'unico atteggiamento che fa si che a Dio piaccia il nostro servizio. In un mondo di "maschi" che credono che senza la loro prestazione non vi sia "successo" (che è comunque non è uno dei nomi di Dio) e bene ricordarsi di questa virtù cristiana. Possiamo anche essere combattivi, ma non dobbiamo mai perdere questa virtù. È la virtù che Petrus Faber chiede per l'intercessione di Maria.
3. Umiltà non significa che non dobbiamo avere anche fervore per il nostro compito, un fervore "oggettivo" che implica un essere adeguati al nostro compito di cristiani. Questo presupposto è chiesto per l'intercessione degli angeli.
4. Decenza, appropriatezza e ordine sono anche un presupposto del lavoro cristiano. Questo vale anche per ciò che scriviamo in rete. Padre Faber richiede questa grazia ai patriarchi e ai profeti. Questo significa che profezia e ordine non sono due contraddittori, ma due poli antinomici che devono arricchirsi a vicenda.
5. Essere disponibili a seguire il Signore dove ci vuole. La richiesta va agli apostoli.
6. Essere attenti a tutte le parole del Signore. Chiede ai discepoli di Cristo che anche noi diventiamo "discepoli dell'ascolto".
7. Non dobbiamo offendere nessuno per non dare scandalo. Su questo punto chiedo io stesso di concentrarmi in modo particolare in questa quaresima in cui mi sono riproposto come sacrificio principale di non ammaestrare nessuno, di non voler aver ragione, ma di testimoniare la tenerezza di Dio. Molto raramente ho offeso qualcuno in rete e in coscienza mi è sembrato più un gesto d'amore che di un atto di offesa. La rete poi spesso esagera la pazienza possibile, comunque chiedo con padre Faber ai bambini innocenti uccisi da Erode di aiutarmi su questo punto. Ho pensato che anche la morte di tanti giovani in auto ha certamente a che fare con la loro imprudenza, ma l'Erode delle industrie automobilistiche dovrebbe farsi anche alcune domande e in genere noi adulti. Di fatto un giovane che muoia così giovane è sempre "innocente" in riferimento alla gravità della morte.
8. Essere disponibili a morire per Cristo. Questa grazia viene chiesta ai santi martiri.
9. Parlare sempre in modo grande del Dio sempre più grande! La richiesta va ai santi confessori.
10. Evitare luoghi di ristoro e riposo che abbiano conseguenza la perdita della pace di Dio. Nel tempo di quaresima significa una particolare attenzione a ciò che si vede in rete e in televisione o a ciò che si legge (senza cadere in moralismi datati). Questa grazia viene domandata ai santi monaci e ai santi eremiti.
11. Il nostro cuore deve essere puro. Questa grazia viene richiesta e lo faccio anch'io con il padre Faber (come ho fatto per tutte le altre grazie ai loro rispettivi santi o a Dio stesso) alle sante vergini. E possibile che la purezza nell'epoca trasparente e digitale sia altra, nelle forme concrete, di quella di 500 anni fa, ma deve essere una vera purezza.
12. Fedeltà! Una delle virtù più grandi come spiega anche Galadriel a Frodo nel "Signore degli Anelli". Non c'è compagnia senza fedeltà. Questa grazia viene richiesta ai santi che hanno vissuto nel matrimonio.
13. Non allontanarsi dal Signore e non cercare da altri consolazione anche se si deve vivere per un certo periodo di tempo lontano da lui (nella nostra società secolarizzata, questo accade spesso). Il ritorno a Lui (nella preghiera per esempio) non deve essere impedito dalla nostra permanenza altrove.
14. Questi due ultimi punti mi sembrano molto simili: Non cercare consolazione da altri "Dei", Dio stesso ci da consolazione. La richiesta va alle sante vedove. Vi è un piacere che viene dal Signore, ma vi sono piaceri che sono in alternativi alla sua gioia. Questi devono essere evitati.
martedì 13 febbraio 2018
Nel giorno della memoria delle foibe, alcuni ricordi di mio padre per spiegare l'oggi.
Nel giorno della memoria delle foibe, alcuni ricordi di mio padre per spiegare l'oggi.
Foto di Roberto Graziotto, Estate 2017, Parenzo Istria
Foto di Roberto Graziotto, Estate 2017, Parenzo Istria
Casale Monferrato. Caro (...),sono arrivato ieri sera in Italia per visitare i miei anziani genitori per qualche giorno. Devo dire che seguendo in Facebook, anche se non con regolarità, per motivi di lavoro, alcuni dibattiti che vengono fatti su eventi anche tragici che accadano in Italia e in genere su questioni politiche riguardanti i migranti, anche da parte di cattolici, che possiamo chiamare „tradizionalisti“ o „puri“, ero molto preoccupato. Mi sembra che il dibattito sia „incattivito“. Anche se alcuni distinguo sono necessari (è un azione come quella della vendetta per la morte di Pamela causa di un certo razzismo diffuso o lo genera?) mi sembra che tante dichiarazioni di politici e in modo particolare appunto le discussioni in rete, presentino un Italia, in questo periodo pre elettorale, che perlomeno soffra di un grande „egoismo collettivo“, se non di forme esplicitamente razziste o fasciste. Ma non è questo il motivo per cui le scrivo.Parlando ieri sera a cena con i miei due anziani genitori ho avuto modo di respirare aria pura e di godere di un giudizio, da parte di entrambi, sano e che mi da speranza.Mio padre è stato alla fine della seconda guerra mondiale profugo dalla bellissima terra rossa dell’Istria qui in Piemonte, che nel frattempo era stata occupata dai partigiani di Tito con le loro foibe. Mio padre è nato in Istria nel 1935 ed ha considerato questa terra da sempre come la sua patria. Verso la metà degli anni sessanta, quando Tito era ancora al potere, ma più moderato, dopo lo scontro con Stalin, abbiamo passato quasi un mese estivo (io come bambino a volte anche due mesi) in quella terra ed ora mio padre ha la doppia cittadinanza, croata e italiana.Ieri sera a cena mi diceva: quando sento parlare di rispedire i migranti in patria, penso che io sono stato uno di quei migranti e che nella mia patria c’erano le foibe e che non ci sono potuto tornare, se non ben più tardi. Penso che abbiamo vissuto di un’accoglienza attiva qui a Casale anche da parte di politici che si sono occupati di noi. Uno degli episodi che fanno parte delle storie di famiglie è quella di un politico che in visita a Casale Monferrato ascoltando il racconto di mio padre, allora ancora ragazzo, che lamentava la mancanza di un posto di lavoro per il suo papà, anche se il sindaco diceva che non c’erano problemi gravi in città. Dopo quel incontro mio nonno ebbe la possibilità di lavorare come autista di un camion della nettezza urbana.La vita non è stata subito rosea. Dapprima la mia famiglia ha vissuto in una caserma di militari vuota. Venti o trenta metrI quadrati, senza pareti, tutti insieme. Non erano più in 28 come nella casa contadina in Istria guidata dai miei bisnonni Gaetano e Matilde, perché alcuni figli erano migrati altrove. Ma erano pur sempre in un grande numero rispetto alle piccole famiglie odierne. Mia nonna veniva a casa con le braccia ferite per avere trovato dei rovi da bruciare. Una volta dovrò raccontare bene tutta questa storia. Qui, nello stesso punto dove si trovava la caserma, dove sto scrivendo questa lettera, si trova ora la cosa di mio padre che negli anni ottanta aveva aperto una ditta tessile.Potrei raccontare molto di più, tante scene commoventi, di mancanza di cibo (anche se mio padre dice che non hanno mai veramente sofferto la fama), ma mi fermo qui. Con la gioia nel cuore che vi siano persone che hanno un senso reale di ciò che è accaduto a loro e lo sanno paragonare con ciò sta accadendo ora a tanti fratelli uomini.Suo, Roberto Graziotto
Diario scolastico (seconda parte)
Vi è nel mio blog un altro post in cui ho cominciato a raccogliere le pagine del mio diario scolastico. Qui metto ora quelle a partire da questo giorno (13.2.2018).
Zeitz. Questa mattina mi ha scritto la ragazza che ha sopravvissuto l'incidente in cui è morta tra gli altri la sua amica più cara, per dire che di quest'ultima veniva mostrato ancora una volta il suo corpo. Cosa non tipica qui in Germania, in cui i corpi spariscano molto in fretta nei vari istituti. Le due ragazze sono originarie del Vietnam. Non avendo la macchina sono andato a piedi fino alla scuola (un ora di cammino) e poi con la macchina del preside siamo andati alla cerimonia.
(3.5.18)
Oggi ero grato di aver visto un momento la nostra "guest daughter", che in questo anno ha sofferto molto ed ora sta lottando per fare la sua maturità, sebbene abbia perso quasi cinque mesi di scuola. Poi ho abbracciato un ragazzo a cui è morta la mamma qualche anno fa (ci siamo messi d'accordo che quando ha il pullover giallo ci abbracciamo). Ho anche abbracciato un ragazzo e una ragazza che hanno avuto un procedimento disciplinare secondo me esagerato. Grato anche per l'ora con i ragazzi dell'ottava della scuola che stiamo aprendo (Gemeinschaftsschule) che insieme al ginnasio ospita anche quei ragazzi che arrivano solo al decimo anno di scuola. Abbiamo parlato di amicizia e di accompagnamento nell'ora della morte, in forza di due scene del "Signore degli anelli". Ieri un articolo del sito dei vescovi tedeschi denunciava una scarsa presenza di cattolici negli strati non intellettuali della società. La sfida nell'ottava classe della GS è quindi per me motivo di gratitudine nel cercare di comunicare non solo a livello ginnasiale. Grato anche infine per l'ora di ieri nel corso di filosofia dell' undicesima del ginnasio (17 anni) - con Epicuro abbiamo parlato di "piacere". Cosa è il vero piacere, etc. Cosa è la doppia morale? Etc
“Ora il mio cuore diventa triste, ma il mio cuore non diventerà mai cattivo”.
Alce Nero, 1948.
Una tragedia nella nostra città e nella nostra scuola.
Alce Nero, 1948.
Una tragedia nella nostra città e nella nostra scuola.
In un incidente automobilistico sono morti tre giovani, l'autista e due ragazze. Il giovane che guidava la macchina frequentava la nostra scuola nella dodicesima classe, l'anno della maturità, le altre il liceo nella cittadina qui vicino. Due ragazzi, una giovane e un giovane, la prima del nostro liceo, si sono salvati. Con grande gratitudine dico anche questa parte della notizia.
Con mia moglie siamo stati ieri nel pomeriggio nella clinica.
Siamo in pieno "uragano della croce" e del "discensus ad inferos"; la mia allocuzione che ho tenuto nella scuola e nella chiesa e che ho messo ieri in tedesco nella mia bacheca e nella pagina Facebook della nostra scuola ha avuto una condivisone altissima (i miei post in tedesco non li legge quasi nessuno). Nella pagina della nostra scuola il mio testo è stato visitato da più di 10.000 persone. Il centro della mia allocuzione era la frase di Alce Nero, che ho riportato come titolo di questo post.
La cosa mi spaventa, perché ovviamente so che le famiglie delle due ragazze morte che non guidavano certamente non potranno ora accettare quella parte della mia allocuzione in cui dico che bisogna lasciar cadere la domanda sul chi ha colpa.
Chiedo preghiere perché ciò che non può essere raggiunto dalle parole, lo possa da un intervento diretto di Maria e Gesù.
Roberto, un piccolo amico di Gesù
(14.2.18)
Oggi la ragazza sopravvissuta all'incidente tragico che ha rubato la vita di tre giovani della nostra regione è venuta per la prima volta di nuovo a scuola. Essendo originaria dal Vietnam è venuta a scuola con una catena buddistica che voleva regalare a Samuel, l'autista e studente della dodicesima classe, che è uno dei tre morti e che come dicevo ieri frequentava la nostra scuola. Noi avevamo messo una sua foto nella bacheca centrale, ma a parte questo non vi era nessun segno per il ragazzo morto.
Mi sono ricordato degli altari per i morti che avevo visto e le ho chiesto se voleva che ne formassimo uno per Samuel, questa proposta non l'ha tolta dalla sua tristezza, ma mi ha detto che cosa fosse necessario ed è andata, con l'aiuto di mia moglie, a comprare cibi e bevande che il ragazzo aveva mangiato volentieri. Rose, bianche e rosse, le ho comprate io con qualche alunno del mio corso di filosofia; altri hanno organizzato qualche sua immagine. Essendo Samuel cristiano ho proposto di mettere vicino all'altare anche la croce della nostra scuola.
Così è nato un avvenimento interreligioso ed era bello vedere come moltissimi ragazzi erano disponibili ad aiutare. Ho pensato a quella bella frase che aveva detto l'amico buddista di don Giussani, Shodo Habukava, per spiegare la loro amicizia: "quando si apre il fiore la farfalla arriva, ma nello stesso tempo quando la farfalla arriva si apre il fiore". Ecco l'altrare era simbolo di questo incontro tra la farfalla e il fiore. Nella tantissima sofferenza tante volte in questi giorni terribile la farfalla e il fiore si sono incontrati, per esempio quando la mamma della miglior amica della nostra ragazza, morta anche lei nell'incidente, le ha detto: tu sei per me preziosa come la mia stessa figlia e non hai da farti nessuno senso di colpa. La mamma di M., la nostra ragazza, ha detto che sua figlia e come se fosse rinata di nuovo, protetta da due angeli custodi, il suo proprio e la Giang, il nome dell'amica, che è stata lil secondo angelo custode che l'ha protetta nell'incidente.
Ieri è venuta la sacerdote buddista per pregare con le famiglie vietnamite. Il mio parroco, mia moglie ed io abbiamo celebrato invece nella piccola cappella dove faccio sempre i miei incontri con il Santissimo, il Requiem. Cristo apre le porte del cielo ai ragazzi. La sacerdotessa ha pregato anche per l'apertura nel mistero del nirvana. Ovviamente so bene che non si tratta della stessa cosa o forse meglio dello stesso linguaggio, ma se Cristo è il Logos universale e concreto, tra queste forme di apertura del Mistero vi è in gioco sempre lo stesso mistero dell'amicizia simboleggiata tra l'incontro tra la farfalla e il fiore. Non si perde così la singolarità di Cristo me le si toglie quella punto velenosa dell'esclusivismo fanatico.
(20.2.18)
Guardare il mondo con lo sguardo di Cristo - una pagina di diario scolastico e di ricordo indiretto di Romano Guardini
Zeitz. Questa mattina mi ha scritto la ragazza che ha sopravvissuto l'incidente in cui è morta tra gli altri la sua amica più cara, per dire che di quest'ultima veniva mostrato ancora una volta il suo corpo. Cosa non tipica qui in Germania, in cui i corpi spariscano molto in fretta nei vari istituti. Le due ragazze sono originarie del Vietnam. Non avendo la macchina sono andato a piedi fino alla scuola (un ora di cammino) e poi con la macchina del preside siamo andati alla cerimonia.
Ho difficoltà a vedere cadaveri - è una delle poche paure che mi vengono dalla mia infanzia. Il cerimoniale buddista è stato di grande aiuto; si vedeva la piccola faccia della ragazza avvolto in un - per me - bellissimo foulard giallo che avvolgeva tutto il corpo. Appena siamo arrivati un adulto ci ha detto che avremmo potuto portare una rosa alla ragazza. Siamo entrati nella stanza ed io sono rimasto un po' più a lungo del mio preside. Ho detto alcune Ave Maria e qualche Gloria e il Veni Sancte Spiritus di don Giiussani, preso nel ritmo delle preghiere buddiste e della loro musica cantilena. Un monaco buddista era vicino alla bara e dava una grande sicurezza rituale a chi era presente alla cerimonia. Donne hanno pregato in un gruppo e la ragazza che ha sopravvissuto e che aveva vissuto tre mesi da noi era in mezzo a loro e pregava con tutta sincerità. Quando le sono venute le lacrime una signora le ha accarezzato la schiena.
Sono stato accusato nei giorni scorsi, da un giovane in Instagram, di "mischiare" cristianesimo con buddismo. Cosa non vera. Nella tradizione di Assisi (san Giovanni Paolo II) ho pregato con i buddisti le preghiere della tradizione cristiana, ma in primo luogo con Cristo nel cuore - ubi Maria, ibi Christus - ho guardato il mondo, uno spazio non ecclesiale con lo sguardo di Gesù e Maria e con la fede che tutto si muove dal Padre al Padre. Uno sguardo ecumenico, che non mischia un bel nulla. Maria non è la contraddizione del "nirvana" perché il suo sguardo del tutto vergine è appunto lo sguardo del "nirvana". E nel Padre il nulla dell'amore gratuito trova il suo ultimo "ex". Ex Patre ad Patrem!
In America (USA) la lotta sembra essere quella della caccia al modernismo - anche Rocco Buttiglione viene considerato tale. Il Papa ormai sarebbe il campione del modernismo. Ma tutte queste sono cose assurde!
Con lo sguardo dell'amore gratuito che ho imparato da Cristo ho cercato di superare le mie paure e di guardare ciò che mi stava d'avanti e che andava dalla bellissima liturgia buddista fino al "descensus ad inferos" per amore gratuito.
Modernismo? No, semplicemente il Vangelo, in modo particolare quello di Giovanni, vissuto oggi!
Cosa imparare dal futuro beato italo tedesco: la Weltanschauung, lo sguardo del mondo con gli occhi di Cristo.
(24.2.2018)
La gazzetta cittadina "Super Sonntag" (Zeitz e d'intorni) ha pubblicato il mio scritto sulla morte dei tre ragazzi e sui suoi sopravvissuti che ha avuto un grande successo (per il mio livello solito di post in tedesco) nella pagina Facebook della mia scuola, in cui dico tra l'altro che sarebbe meglio non porsi la domanda personale di chi abbia colpa. Di fianco ad esso c'è un trafiletto sul come sarebbero andate davvero le cose. Ovviamente la polizia racconterebbe fatti che sarebbero stati confermati dai due sopravvissuti. Quella che conosco io, la ragazza sopravvissuta, è stata interrogata a qualche ora dall'accaduto in stato di schock. Pur con tutta la stima per il lavoro a volte molto complesso della polizia, il modo con cui essa da giudizi mi lascia molto perplesso. Un anno fa mio figlio ebbe un incidente abbastanza grave, in cui grazie a Dio non morì nessuno e nessuno fu ferito in modo grave. Prima di svenire mio figlio percepì un poliziotto che gli gridava: "hai ammazzato quasi una mamma con due bambini". Le assicurazioni, con i loro esperti, hanno invece dato la colpa a tutte due le persone coinvolte, la mamma e mio figlio. Comunque la vera notizia che non ha fatto notizia è stato il fatto che i giovani dei due licei coinvolti hanno voluto una celebrazione comune - i cinque ragazzi sono stati coinvolti in una tragedia comune. Da cui ovviamente si spera che si possa imparare anche qualcosa per il futuro, senza chiedersi "chi abbia ragione".
Oggi ero grato di aver visto un momento la nostra "guest daughter", che in questo anno ha sofferto molto ed ora sta lottando per fare la sua maturità, sebbene abbia perso quasi cinque mesi di scuola. Poi ho abbracciato un ragazzo a cui è morta la mamma qualche anno fa (ci siamo messi d'accordo che quando ha il pullover giallo ci abbracciamo). Ho anche abbracciato un ragazzo e una ragazza che hanno avuto un procedimento disciplinare secondo me esagerato. Grato anche per l'ora con i ragazzi dell'ottava della scuola che stiamo aprendo (Gemeinschaftsschule) che insieme al ginnasio ospita anche quei ragazzi che arrivano solo al decimo anno di scuola. Abbiamo parlato di amicizia e di accompagnamento nell'ora della morte, in forza di due scene del "Signore degli anelli". Ieri un articolo del sito dei vescovi tedeschi denunciava una scarsa presenza di cattolici negli strati non intellettuali della società. La sfida nell'ottava classe della GS è quindi per me motivo di gratitudine nel cercare di comunicare non solo a livello ginnasiale. Grato anche infine per l'ora di ieri nel corso di filosofia dell' undicesima del ginnasio (17 anni) - con Epicuro abbiamo parlato di "piacere". Cosa è il vero piacere, etc. Cosa è la doppia morale? Etc
„Ich bin traurig, aber nicht verbittert“! Eine Ansprache anlässlich des Todes von Samuel, Emma und Thu Giang
„Ich bin traurig, aber nicht verbittert“!
Eine Ansprache anlässlich des Todes von Samuel, Emma und Thu Giang
Eine Ansprache anlässlich des Todes von Samuel, Emma und Thu Giang
Angesichts des Autounfalles, der uns in den letzten Stunden beschäftigt hat und in dem Samuel (12 a bei uns), Emma und Giang (GSG) ihr Leben verloren haben und in dem Mi (12 c bei uns) und Henning (GSG) überlebt haben, stellt sich automatisch die „Warum-Frage“, aber diese lässt sich auf einer Sinnesbene nicht antworten. Auch der Theologe und der Philosoph in mir schweigt. In der Bibel, genau im AT, stellt sich Hiob, ähnliche Fragen, wie wir uns in den letzten Stunden gestellt haben: es kommen drei Freunde, die ihm „erklären“ wollen, wieso er so viel leiden muss. Das hilft Hiob überhaupt nicht und Gott mag diese Erklärungen nicht.
Die andere unlösbare Frage ist die „Schuld-Frage“ - jeder weiß ein Fragment und jeder ist geneigt daraus eine Vermutung anzustellen. Schuld gibt es nur wenn jemand ganz bewusst jemand anderen weh tun will. Man ist geneigt eine Art philosophische Schuld auf sich zu nehmen nur auf Grund der Tatsache, dass man den Unfall überlebt hat. Auch diese Art von Schuldübernahme, wenn sie auch menschlich verständlich ist, ist sinnesfrei.
Ich habe Dankbarkeit empfunden und zwar eine sehr tiefe, weil Mi und Henning leben. Es gibt 2 deutsche Worte, die mich immer zum Nachdenken angeregt haben: Gabe (Geschenk) und Aufgabe (Auftrag). Das Leben ist Gabe und wird immer geschenkt, damit wir eine Aufgabe übernehmen. Die Aufgabe lautet hier: auch für Samuel, Emma und Giang weiter zu leben.
Man darf leben, ohne Schuldgefühle! Auch das Lukasevangelium rezitiert es so:
„Er hat uns geschenkt (!!!) , dass wir aus Feindeshand befreit, ihm furchtlos (!!!) dienen, in Heiligkeit und Gerechtigkeit, vor seinem Angesicht all unser Tage.“
Ich habe in den Gänge der Schule auch lachen gehört, weil besonders untern den Kleinen niemand Samuel kannte, und dieses Lachen war mir Mahnung nicht zu vergessen, dass das wir leben dürfen. Zwar für mich, der 3 Jahre lang Klassenlehrer von Samuel war, für die Abiturienten, in viel intensiver Form, da sie jetzt einen leeren Stuhl vor sich haben und noch mehr, viel mehr, für die Familie ist es schwierig, sehr schwierig, aber wir alle dürfen leben, auch für Samuel, auch für Emma, auch für Giang.
Schwarzer Elch, der Häuptling der Sioux, der bald selig gesprochen wird, sagte, als seine Frau und seine 3 Kinder gestorben sind, dass er traurig ist, aber nicht verbittert, weil er im Licht ist, im Licht der Hoffnung, die wir auch in der Kirche bei unserem Andacht angezündet haben. In Licht der Hoffnung, dass alles und alle, auch Personen, die so früh sterben mit all ihren Plänen aufgenommen, bewahrt und entfaltet werden vom himmlischen Vater.
NB Diese leicht veränderte Fassung wird in einer Zeitung hier in der Region veröffentlich:
Ich bin traurig, aber nicht verbittert"!
Eine der drei Ansprachen anlässlich des Todes von Samuel, Emma und Thu Giang am 12.2.2018 in der evangelischen Pfarrkirche in Droyßig
Angesichts des Autounfalles, der uns in den letzten Stunden beschäftigt hat und in dem Samuel (12 a bei uns), Emma und Giang (GSG) ihr Leben verloren haben und in dem Mi (12 c bei uns) und Henning (GSG) überlebt haben, stellt sich automatisch die „Warum-Frage", aber diese lässt sich auf einer Sinnebene nicht beantworten. Auch der Theologe und der Philosoph in mir schweigt. In der Bibel, genau im AT, stellt sich Hiob, ähnliche Fragen, wie wir uns in den letzten Stunden gestellt haben: es kommen drei Freunde, die ihm „erklären" wollen, wieso er so viel leiden muss. Das hilft Hiob überhaupt nicht und Gott mag diese Erklärungen nicht.
Die andere unlösbare Frage ist die „Schuld-Frage" - jeder weiß ein Fragment und jeder ist geneigt, daraus eine Vermutung anzustellen. Schuld gibt es natürlich, wenn jemand ganz bewusst jemand anderen weh tun will. Man ist auch geneigt eine Art philosophische Schuld auf sich zu nehmen nur auf Grund der Tatsache, dass man den Unfall überlebt hat. Auch diese Art von Schuldübernahme, wenn sie auch menschlich verständlich ist, ist ohne Sinn.
Das heißt nicht, dass wir aus einer so schlimmen Situation nicht auch lernen müssten.
Das heißt nicht, dass wir aus einer so schlimmen Situation nicht auch lernen müssten.
Ich habe Dankbarkeit empfunden und zwar eine sehr tiefe, weil Mi und Henning leben. Es gibt 2 deutsche Worte, die mich immer zum Nachdenken angeregt haben: Gabe (Geschenk) und Aufgabe (Auftrag). Das Leben ist Gabe und wird immer geschenkt, damit wir eine Aufgabe übernehmen. Die Aufgabe lautet hier: auch für Samuel, Emma und Giang weiter zu leben.
Man darf leben, ohne Schuldgefühle! Auch das Lukasevangelium rezitiert es so:
„Er hat uns geschenkt (!!!) , dass wir aus Feindeshand befreit, ihm furchtlos (!!!) dienen, in Heiligkeit und Gerechtigkeit, vor seinem Angesicht all unser Tage."
Ich habe in den Gänge der Schule auch lachen gehört, weil besonders untern den Kleinen niemand Samuel kannte, und dieses Lachen war mir Mahnung nicht zu vergessen, dass das wir leben dürfen. Zwar für mich, der 3 Jahre lang Klassenlehrer von Samuel war, für die Abiturienten, in viel intensiver Form, da sie jetzt einen leeren Stuhl vor sich haben und noch mehr, viel mehr, für die Familie ist es schwierig, sehr schwierig, aber wir alle dürfen leben, auch für Samuel, auch für Emma, auch für Giang.
Schwarzer Elch, der Häuptling der Sioux, der bald selig gesprochen wird, sagte, als seine Frau und seine 3 Kinder gestorben sind, dass er traurig ist, aber nicht verbittert, weil er im Licht ist, im Licht der Hoffnung, die wir auch in der Kirche bei unserem Andacht angezündet haben. In Licht der Hoffnung, dass alles und alle, auch Personen, die so früh sterben mit all ihren Plänen aufgenommen, bewahrt und entfaltet werden vom himmlischen Vater.
Dott. Roberto Graziotto, Lehrer und Fachreferent für Philosophie und Religion im CJD Christophorusschule Droyssig; non profit Journalist für die Online Magazine „Il Sussidiario"
NB2
Diese ist noch eine letzte Variante, in der auch die Fehler in der deutschen Sprache beseitig worden sind.
„Ich bin traurig, aber nicht verbittert!“
Eine der drei Ansprachen anlässlich des Todes von Samuel, Emma und Thu Giang am 12.02.18, gehalten in der evangelischen Pfarrkirche St. Bartholomäus in Droyßig
Angesichts des Autounfalls, der uns in den letzten Stunden beschäftigt hat und in dem Samuel (Zwölftklässler an unserer Schule), Emma und Thu Giang (Elftklässlerinnen am GSG Zeitz) ihr Leben verloren haben, und in dem Mi (Klassenstufe 12 bei uns) und Henning (Klassenstufe 11 am GSG) überlebt haben, stellt sich automatisch die „Warum-Frage". Diese aber lässt sich auf einer Sinnebene nicht beantworten. Auch der Theologe und der Philosoph in mir schweigen.
In der Bibel, genauer im Alten Testament, stellt sich Hiob ähnliche Fragen, wie wir sie uns in den letzten Stunden gestellt haben: Es kommen drei Freunde, die ihm „erklären" wollen, wieso er so viel leiden muss. Das hilft Hiob überhaupt nicht, und Gott mag diese Erklärungen nicht.
Die andere unlösbare Frage ist die „Schuld-Frage" - jeder kennt eine Teilwahrheit des Ereignisses, und jeder ist geneigt, daraus eine Vermutung anzustellen. Schuld gibt es natürlich, wenn jemand ganz bewusst jemand anderem weh tun will. Man ist auch geneigt, eine Art philosophische Schuld auf sich zu nehmen nur auf Grund der Tatsache, dass man einen Unfall überlebt hat. Auch diese Art von Schuldübernahme, wenn sie auch menschlich verständlich ist, ist ohne Sinn.
Das heißt nicht, dass wir aus einer so schlimmen Situation nicht auch lernen müssten.
Ich habe Dankbarkeit empfunden und zwar eine sehr tiefe, weil Mi und Henning leben. Es gibt zwei deutsche Worte, die mich immer zum Nachdenken angeregt haben:
Gabe (Geschenk) und Aufgabe (Auftrag).
Das Leben ist Gabe und wird immer geschenkt, damit wir eine Aufgabe übernehmen. Die Aufgabe lautet hier: auch für Samuel, Emma und Thu Giang weiter zu leben.
Man darf leben, ohne Schuldgefühle! Auch das Lukas-Evangelium rezitiert es so:
„Er hat uns geschenkt (!!!) , dass wir aus Feindeshand befreit, ihm furchtlos (!!!) dienen, in Heiligkeit und Gerechtigkeit, vor seinem Angesicht all unser Tage."
Ich habe in den Gängen der Schule auch Lachen gehört, weil besonders unter den Kleinen niemand Samuel kannte, und dieses Lachen war mir Mahnung nicht zu vergessen, dass wir leben dürfen. Dies ist schwierig, und zwar für mich, der drei Jahre lang Klassenlehrer von Samuel war, wie für die Abiturienten (in viel intensiver Form, da sie jetzt einen leeren Stuhl vor sich haben) und wie auch noch mehr, viel mehr für die Familie. Aber wir alle dürfen leben, auch für Samuel, auch für Emma, auch für Thu Giang.
Schwarzer Elch, der Häuptling der Sioux, der bald selig gesprochen wird, sagte, als seine Frau und seine drei Kinder gestorben sind, dass er traurig sei, aber nicht verbittert, weil er im Licht ist, im Licht der Hoffnung, das wir auch in der Kirche bei unserer Andacht angezündet haben. Im Licht der Hoffnung, dass alles und alle, auch Personen, die so früh sterben mit all ihren Plänen, aufgenommen, bewahrt und entfaltet werden vom himmlischen Vater.
Dott. Roberto Graziotto, Lehrer und Fachreferent für Philosophie und Religion an der CJD Christophorusschule Droyßig; non profit Journalist für das Online-Magazin „Il Sussidiaro“
sabato 10 febbraio 2018
Sulle narrazioni italiane anti tedesche che porteranno al potere Salvini
Sulle narrazioni italiane anti tedesche che porteranno al potere Salvini
Lipsia. Non ho tempo di dire tutto ciò che penso sull'argomento. Quindi solo alcune note. Giulio Sapelli afferma, oggi, nel Sussidiario, con ragione, che l'Italia è grande per la sua tradizione diplomatica, che è stata capace di parlare nei decenni scorsi sia con il mondo arabo che con quello russo. Questo bagaglio culturale deve portarsi il premier italiano Paolo Gentiloni nella sua prossima visita alla cancelliera Angela Merkel.
1. Wolfgang Schäuble. La sua politica del risparmio (accusata di essere deflazionaria) è criticata anche in Germania. Troppo risparmio non permetterebbe un'attività economica dinamica. Farlo passare come il 'mostro" ("fanatico della colpa" e del debito, "che ha rinnovato il demoniaco spirito di dominio teutonico") che ha risvegliato gli "spiriti più egoistici" è una narrazione tutta italiana. Sapelli riconosce che c'è un "immensa storia culturale e spirituale tedesca", ma non si capisce bene cosa essa sia. Hegel? Goethe? Maestro Eckart?
2. La SPD e il ministerio della finanza. La SPD si trova nella crisi più assoluta. Quindi se le speranze italiane giacciono nelle mani del ministero delle finanze sotto questa guida, abbiamo un problema. Un anno fa Martin Schul è stato auto osannato come il salvatore del partito, ora ne esce sia dalla guida che da un posto nel governo. Il giovane che si ribella, Kevin Kühnert, si capisce solo che non vuole perdere ancora più potere accettando la guida della cancelliera. Sigmar Gabriel è un buon politico e certamente anche un buono ministro degli esteri, ma non è secondo me una personalità eccezionale (quella di cui avrebbe bisogno la SPD) - quest'ultima sarebbe una personalità politica che comprenda fino in fondo che il potere è servizio e non primariamente volontà del singolo al suo posto di potere.
3. Angela Merkel. La cancelliera governa da troppo tempo. Se c'è la fa in questa legislazione (vediamo se la base della SPD accetta o meno la grande coalizione) arriverà ai 16 anni come Helmuth Kohl, contro cui poi vinse Gerhard Schröder con l'unico punto politico a suo favore: "il principio speranza". Speranza che dopo Kohl ci fosse un novo cancelliere. Dopo sette anni, un anno prima della fine della legislatura, il principio speranza lasciò la scena politica per il "principio realtà", che porta da dodici anni il nome della cancelliera. L'atto più grande della Merkel è stata la sua "cultura del benvenuto", che è costata il 12 % dei voti alla AfD. Questa, l'alternativa per la Germania, rappresenta davvero gli "spiriti più egoistici" di cui parla Sapelli, ma per l'appunto hanno a che fare con ciò e non con la presunta economia della deflazione di Schäuble.
4. Le critiche alla Germania di Salvini. Primo: indirettamente la crisi greca sarebbe costata 50 Miliardi di soldi di tasse degli italiani, invece i tedeschi non ci avrebbero perso nulla. Seconda: i tedeschi imporrebbero le loro regole politiche all'Europa, per cui bisogna uscirne. Può darsi che in queste critiche ci sia del vero, ma in primo luogo sono una narrazione leghista che porterà al potere Salvini. Chi cede a questo tipo di critiche generalizzate al "demoniaco spirito di dominio teutonico" contribuirà secondo me alla vittoria di Salvini (anche Berlusconi ha paura che esso possa vincere). Esse non corrispondono per nulla al mio vissuto in Germania, sebbene io non abbia una posizione acritica nei confronti di ciò che vuole la Germania, ma vedo che la sua forza economica e politica può essere solo integrata in una reale politica europea. Chi vuole arrivare allo scontro delle nazionalità ci condurrà dove siamo già stati, ad un Europa incapace di pace.
Il vero problema è che alla grandezza della Germania non corrisponde una coscienza di potenza, anzi vista dell'interno la Germania è molto fragile. Fragilità però può capovolgersi in "volontà di potenza".
5. Il "compromesso storico" della grande coalizione tedesca e una tenuta del PD in Italia potranno contribuire ad un'idea di Europa che ci ha donato più di 70 anni di pace. La SPD e Il PD garantiscono un'attenzione sociale alla gente normale che deve andare dal medico e cerca un lavoro stabile. Questo è il loro contributo specifico. Comunque sarà necessario non far cadere l'idea di Europa che pur con tutti i difetti burocratici è un bastione contro l'egoismo collettivo imperante.
6. La chiesa in Germania. Manca in essa una "critica della teologia politica". Le diocesi sono occupate con se stesse e con il loro debiti. Vi sono alcuni grandi vescovi, come quello di Passau, Stefan Oster, che si occupa, in unione con il Papa, in modo particolare dei giovani, ma anche in lui non è del tutto evidente una "critica della teologia politica", che non sia una semplice equidistanza tra destra e sinistra, che non tiene conto dell'attacco ingiurioso al Santo Padre della destra cattolica tedesca.
7. Il mio invito. Non facciamo nostra nessuna delle critiche fondamentaliste politiche (teologia politica) che vede nello scontro tra i popoli una speranza per la propria nazione. Continuiamo il dialogo trasversale a cui ci ha invitato Papa Francesco nei suoi interventi "europei".
Lipsia. Non ho tempo di dire tutto ciò che penso sull'argomento. Quindi solo alcune note. Giulio Sapelli afferma, oggi, nel Sussidiario, con ragione, che l'Italia è grande per la sua tradizione diplomatica, che è stata capace di parlare nei decenni scorsi sia con il mondo arabo che con quello russo. Questo bagaglio culturale deve portarsi il premier italiano Paolo Gentiloni nella sua prossima visita alla cancelliera Angela Merkel.
1. Wolfgang Schäuble. La sua politica del risparmio (accusata di essere deflazionaria) è criticata anche in Germania. Troppo risparmio non permetterebbe un'attività economica dinamica. Farlo passare come il 'mostro" ("fanatico della colpa" e del debito, "che ha rinnovato il demoniaco spirito di dominio teutonico") che ha risvegliato gli "spiriti più egoistici" è una narrazione tutta italiana. Sapelli riconosce che c'è un "immensa storia culturale e spirituale tedesca", ma non si capisce bene cosa essa sia. Hegel? Goethe? Maestro Eckart?
2. La SPD e il ministerio della finanza. La SPD si trova nella crisi più assoluta. Quindi se le speranze italiane giacciono nelle mani del ministero delle finanze sotto questa guida, abbiamo un problema. Un anno fa Martin Schul è stato auto osannato come il salvatore del partito, ora ne esce sia dalla guida che da un posto nel governo. Il giovane che si ribella, Kevin Kühnert, si capisce solo che non vuole perdere ancora più potere accettando la guida della cancelliera. Sigmar Gabriel è un buon politico e certamente anche un buono ministro degli esteri, ma non è secondo me una personalità eccezionale (quella di cui avrebbe bisogno la SPD) - quest'ultima sarebbe una personalità politica che comprenda fino in fondo che il potere è servizio e non primariamente volontà del singolo al suo posto di potere.
3. Angela Merkel. La cancelliera governa da troppo tempo. Se c'è la fa in questa legislazione (vediamo se la base della SPD accetta o meno la grande coalizione) arriverà ai 16 anni come Helmuth Kohl, contro cui poi vinse Gerhard Schröder con l'unico punto politico a suo favore: "il principio speranza". Speranza che dopo Kohl ci fosse un novo cancelliere. Dopo sette anni, un anno prima della fine della legislatura, il principio speranza lasciò la scena politica per il "principio realtà", che porta da dodici anni il nome della cancelliera. L'atto più grande della Merkel è stata la sua "cultura del benvenuto", che è costata il 12 % dei voti alla AfD. Questa, l'alternativa per la Germania, rappresenta davvero gli "spiriti più egoistici" di cui parla Sapelli, ma per l'appunto hanno a che fare con ciò e non con la presunta economia della deflazione di Schäuble.
4. Le critiche alla Germania di Salvini. Primo: indirettamente la crisi greca sarebbe costata 50 Miliardi di soldi di tasse degli italiani, invece i tedeschi non ci avrebbero perso nulla. Seconda: i tedeschi imporrebbero le loro regole politiche all'Europa, per cui bisogna uscirne. Può darsi che in queste critiche ci sia del vero, ma in primo luogo sono una narrazione leghista che porterà al potere Salvini. Chi cede a questo tipo di critiche generalizzate al "demoniaco spirito di dominio teutonico" contribuirà secondo me alla vittoria di Salvini (anche Berlusconi ha paura che esso possa vincere). Esse non corrispondono per nulla al mio vissuto in Germania, sebbene io non abbia una posizione acritica nei confronti di ciò che vuole la Germania, ma vedo che la sua forza economica e politica può essere solo integrata in una reale politica europea. Chi vuole arrivare allo scontro delle nazionalità ci condurrà dove siamo già stati, ad un Europa incapace di pace.
Il vero problema è che alla grandezza della Germania non corrisponde una coscienza di potenza, anzi vista dell'interno la Germania è molto fragile. Fragilità però può capovolgersi in "volontà di potenza".
5. Il "compromesso storico" della grande coalizione tedesca e una tenuta del PD in Italia potranno contribuire ad un'idea di Europa che ci ha donato più di 70 anni di pace. La SPD e Il PD garantiscono un'attenzione sociale alla gente normale che deve andare dal medico e cerca un lavoro stabile. Questo è il loro contributo specifico. Comunque sarà necessario non far cadere l'idea di Europa che pur con tutti i difetti burocratici è un bastione contro l'egoismo collettivo imperante.
6. La chiesa in Germania. Manca in essa una "critica della teologia politica". Le diocesi sono occupate con se stesse e con il loro debiti. Vi sono alcuni grandi vescovi, come quello di Passau, Stefan Oster, che si occupa, in unione con il Papa, in modo particolare dei giovani, ma anche in lui non è del tutto evidente una "critica della teologia politica", che non sia una semplice equidistanza tra destra e sinistra, che non tiene conto dell'attacco ingiurioso al Santo Padre della destra cattolica tedesca.
7. Il mio invito. Non facciamo nostra nessuna delle critiche fondamentaliste politiche (teologia politica) che vede nello scontro tra i popoli una speranza per la propria nazione. Continuiamo il dialogo trasversale a cui ci ha invitato Papa Francesco nei suoi interventi "europei".
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