mercoledì 19 dicembre 2018

Sulla teologia del corpo o dei sessi - una risposta di Hans Urs von Balthasar a Renato Farina, 1986

Lipsia. Nel giugno del 1986 Renato Farina poneva ad Hans Urs von Balthasar una serie di domande per mettere un "saggio cristiano" in dialogo con i problemi del mondo. Uno dei problemi toccati è stato quello della teologia del corpo o per usare il termine di Adrienne von Speyr: teologia dei sessi.  Vorrei presentare queste risposte ai lettori del mio blog con un mio breve commento finale. 

RF Ha parlato di matrimonio… Nell’estate dell’85 in un’intervista si lamentò per la mancanza che dura ancor oggi di una autentica teologia del corpo (A parte il ciclo di catechesi di Giovanni Paolo II). Che forma dovrà avere una teologia della sessualità?
B <La sessualità sarà tanto più vera quanto più sarà, come dice San Paolo, una vera immagine di Cristo e della sua Chiesa: cioè una vera immagine dell’Eucaristia. Attraverso il proprio corpo si può donare se stessi come persona, e nel rapporto questo va la di là di me e di te perché c’è la possibilità che nasca un bambino, e se non c’è il bambino ci sarà tuttavia un frutto spirituale che sorpassa me e te. Questa donazione di Cristo che dà il suo Corpo alla Chiesa: è qualcosa di incredibile!>.

RF Cristo dà tutto, anche i suoi organi genitali.
B<Tutto, tutto, tutto. Ed è per questo che Cristo non si poteva in nessun caso sposare. Dopo che c’è stata questa donazione totale del suo corpo, la donazione sessuale può diventare un’immagine della donazione eucaristica>.
RF C’è un teologo o un mistico che abbia riflettuto particolarmente su questo tema?
B<Siamo agli inizi e bisogna ancora approfondire questa riflessione. So che padre Chantraine (gesuita belga, insegna a Namur, ndr) sta per pubblicare qualcosa di grande interesse. Ci sono cose interessanti anche nella Teologia della sessualità di Adrienne von Speyr>.

RF La morale tradizionale e quella dell’Humanae Vitae (che vieta pratiche contraccettive) sono secondo lei una valorizzazione della sessualità?
B<Sì, sono per la valorizzazione della sessualità. Non tanto intendendola come una funzione speciale ma come una donazione dell’uomo, in caso contrario non si va avanti.
L’immagine di Cristo che è donazione totale di sé, con il corpo, al di là della pura sessualità, fa sì che nel matrimonio si possa avere la sacramentalità del rapporto coniugale. Bisogna vedere certi limiti. Che sono i limiti connessi con la necessità della procreazione. Una necessità passeggera, legata alla posizione dell’uomo sulla terra, un bisogno della famiglia umana. Ma se si toglie la possibilità della procreazione se ne va anche la sacramentalità del matrimonio. Non dico che ogni atto sessuale debba essere immediatamente orientato alla procreazione, non lo voglio dire, ma non si può escludere mai da una relazione questa dimensione>.

RF Allora l’Humanae Vitae è insuperabile?
B<Sì nella sua intenzione di fondo è insuperabile. Come pure negli esiti. Non invece nelle sue argomentazioni che sono naturalistiche. Nella riflessione su questi temi si resta in qualche luogo bloccati nel naturalismo: ci si pone il problema di come evitare l’aborto, si tratta della pillola. Certo, questo lato della sessualità va affrontato: c’è una natura; ma non può essere questa l’unica prospettiva. Bisogna approfondire. Bisogna personalizzare. La Familiaris Consortio va in questa direzione. Personalizzare non significa unicamente fare dell’uomo e della donna una persona, si tratta di personalizzare l’amore intero che è sempre procreatore: lo Spirito Santo che è più, è altro che il Padre ed il Figlio>.

RF Romano Guardini ha scritto per i giovani le Lettere sull’autoformazione. Lei che lettera invierebbe ai giovani d’oggi su quest’argomento?
B<Parlerei insieme dell’amore e del rispetto. Mostrerei che non si possono disgiungere. L’amore ha il rispetto dell’altro. Solo allora non devia in egoismo, in pura sessualità. I giovani capiscono che non si può utilizzare l’altro, perché l’altro ha la sua propria dignità. Bisogna amarla questa dignità, amarla proprio come dignità. Mi esprimerei più semplicemente, ma la linea è questa>.

RF Come lei proporrebbe Gesù Cristo ai giovani? Balthasar fa una pausa silenziosa: B<Nello stesso modo. E’ un amore dell’altro che va fino alla fine, e che vede sempre il Figlio di Dio nell’altro, per questo l’altro è sempre degno di rispetto anche se è peccatore. Non c’è mai una volta che una, nel Nuovo Testamento, dove manchi questo rispetto per l’altro: ogni volta che c’è il perdono, che avviene un miracolo è sempre nel rispetto dell’altro. E’ l’amore totale>.

Mio commento: secondo me il processo iniziato nella "Familiaris consortio" è stato continuato ed approfondito nella "Amoris laetitia" di Francesco: bisogna rendersi conto che il rapporto sessuale è un rapporto tra persone e che l'amore sessuale stesso è "personalizzante". Per questo il cuore della AL è il capitolo 4, dove il Santo Padre, commento l'inno alla carità, ci insegna ad essere "persone". 

È chiaro che un teologo cattolico deve e non può far altro che dire che si è persone in un atto di donazione gratuita, come Cristo con la Chiesa. Quando citando la Le Guin, dico che la sessualità è un fenomeno troppo valutato e sottovalutato allo stesso tempo, non metto in dubbio questa dimensione, ma cerco di prendere sul serio quanto dice Balthasar, nelle sue differenziazioni preziosissime: bisogna prendere in considerazione anche le necessità passeggere legate al destino dell'uomo sulla terra e non solo per quanto riguarda la procreazione. È molto interessante che Balthasar dica espressamente che non vuole dire che la sessualità si riduca alla procreazione, vi è anche un frutto che supera se stessi, non solo nel bambino, ma per esempio nella tenerezza che si prova per l'altro. È vero, però, che non si può togliere, nella donazione feconda tra uomo e donna ad immagine di Cristo e la Chiesa, la dimensione del bambino. Ciò equivarrebbe a distruggere la dimensione sacramentale stessa. 

Ciò che i sacerdoti ci hanno insegnato su questo tema deve essere ridotto all'essenziale ed è interessante che Balthasar citi una donna ed un medico sul tema e non solo sacerdoti. Tra l'essenziale c'è sicuramente anche l'Humanae vitae come presentata qui da Balthasar e vi è l'idea del rispetto e della persona di Giovanni Paolo II, ma devo dire con tutta radicalità: come deve essere superata ogni "teologia politica" perché fautrice di fondamentalismo, deve essere superato anche ogni forma di "teologia sessuale". Balthasar con le sue differenziazioni ha cominciato a farlo, ma noi laici dobbiamo insisterci ancora di più, senza complessi di inferiorità nei confronti del clero, per esempio insistendo sul fatto che i limiti della natura e gli aspetti leggeri del tema devono avere un loro spazio. Per esempio: masturbarsi non è un crimine, anche se non è la forma perfetta del vero dono di sé. Sentire il calore del corpo di una donna non è alcunché di cui si deve chiedere scusa, se si pensa o meglio se ci si lascia andare in esso, senza pensare ad un possibile bambino, che tra l'altro dopo la menopausa o un'operazione non è più possibile. 

Per quanto riguarda i giovani direi anch'io le stesse cose di Balthasar e lo faccio anche, a mio modo, quando per esempio dico loro che non si termina un rapporto per Whatsapp, ma bisogna  sempre tenere conto di una cosa che ho imparato da Federico Picchetto: il problema dei giovani oggi è se sono amabili, non la domanda di cosa sia o meno morale. 

RG 

PS Questo tipo di interventi non nascano da una convenzione "liberale " sulla sessualità. La critica "liberale" alla Humanae vitae, tanto per fare un esempio, non mi ha mai convinto. Non ha convinto neppure una persona come Max Horkheimer. I miei interventi sulla teologia dei sessi sono un tentativo di esprimere quello che vedo ed ho visto nell'esperienza. Nascono piuttosto da un "contra factum non fit argomentum". Nel periodo d'Avvento mi alzo al mattino presto per dire il breviario in latino. Non sono per nulla un "liberale".




1 commento:

  1. teologia del sesso?per me teologicamente il sesso si può e si deve racchiudere nella analogia con l'acqua di roccia

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